Cronaca

Dopo le minacce all'arbitro, daspo per otto ultras

Dopo un'indagine lampo, la polizia di ha identificato otto tifosi del Manduria che avrebbero inseguito e minacciato il giovane arbitro leccese Marco Capilungo dopo la gara contro il Tricase

Sono state identificate le otto persone che avrebbero inseguito e minacciato il giovane arbitro Marco Capilungo, 21enne, leccese. L'episodio di violenza è avvenuto domenica scorsa subito dopo l'incontro di calcio di promozione tra Manduria e Tricase. Capilungo, domenica sera, presentò ai carabinieri di Lecce, una denuncia contro ignoti per tentativo di omicidio. L'arbitro era stato contestato durante Manduria-Tricase per la mancata concessione di un calcio di rigore ai padroni di casa. Anche la gara d'andata, vinta dal Tricase e diretta da un arbitro leccese, era stata contrassegnata da polemiche. Ai carabinieri del comando provinciale via Lupiae, Capilungo raccontò di essere stato oggetto di un' aggressione, condita da minacce e da un tentativo di farlo uscire fuori strada, ad opera di un gruppo di tifosi del Manduria che lo aveva aspettato all'uscita della superstrada, allo svincolo di San Pancrazio Salentino. All'interno di una stazione di servizio, posta appena fuori dall'abitato, aveva trovato una pattuglia dei carabinieri alla quale aveva chiesto aiuto ed era stato accompagnato fino a casa. Nella circostanza aveva riferito ai militari che le persone che lo avevano inseguito viaggiavano a bordo di una Renault Scenic e di una Fiat Bravo.

Gli agenti del Commissariato di Manduria hanno accertato che dopo la partita, a causa dell'arbitraggio ritenuto di parte, poiche' il direttore di gara era della provincia di Lecce, diversi ultras e normali tifosi, si sono radunati all'esterno dello stadio, vicino agli spogliatoi per contestare l'arbitro. Mentre tutti contestavano, il capo degli ultras e il suo vice avrebbero incitato un gruppo di ragazzi a seguirli perche' volevano andare dal direttore di gara. In otto sarebbero saliti su due auto, una Opel Zafira e una Lancia Y, diretti a San Pancrazio Salentino, dove si riteneva che l'arbitro sarebbe transitato.


Gli otto giovani una volta giunti nella cittadina brindisina sarebbero scesi dalle auto e avrebbero cominciato a scherzare tra di loro. Di questi alcuni avrebbero voluto andare via, altri invece avrebbero insistito per aspettare. Prima di andare via, sarebbe passato l'arbitro. Sempre gli ultras avrebbero incitato gli altri a mettersi in macchina e a inseguire il direttore di gara. Dopo un percorso di circa un chilometro, sempre nel comune di San Pancrazio, solo la Opel Zafira avrebbe affiancato l'autovettura su cui viaggiava Capilungo. Scesi dalle auto i pseudotifosi avrebbero incominciato ad insultarlo, ma l'arbitro è stato lesto a guadagnare la fuga.

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