Dopo un solo anno il questore Maiorano si accomiata. Destinazione Trieste

Era appena il 2 gennaio scorso quando Antonio Maiorano si presentava alla provincia di Lecce. Al suo posto arriverà a breve Pierluigi D’Angelo, 59enne, al momento questore di Nuoro. Salutando la città ha voluto ringraziare le autorità, i sindacati, la stampa e in particolare il procuratore Cataldo Motta

LECCE – Era appena il 2 gennaio scorso quando Antonio Maiorano si presentava alla provincia di Lecce. Dirigente superiore della polizia di Stato, dopo appena un anno lascia l’incarico di questore nel capoluogo salentino per occupare la stessa funzione a Trieste. Sostituirà Giuseppe Padulano, andato in pensione. Al suo posto arriverà a breve Pierluigi D’Angelo, 59enne, al momento questore di Nuoro, in Sardegna.

Maiorano, 61enne, ha colto l’occasione dell’indagine chiusa oggi dalla Digos sugli scontri in città dei primi di settembre fra esponenti di Casapound Italia e antagonisti anarchici locali per un saluto alle autorità e alla cittadinanza. Come suo solito, sobrio ed essenziale nell’esposizione, dopo i complimenti di rito “per questa bella operazione con la guida sapiente della Procura della Repubblica”, s’è soffermato su tutti coloro con i quali ha collaborato, spendendo parole anche per la stampa “che ha avuto un ruolo fondamentale con l’informazione nelle operazioni di polizia”.

Il suo ringraziamento è poi andato a tutta la questura, “dal più giovane agente al vicequestore vicario”, senza dimenticare “i sindacati di polizia e quelli civili, che hanno dimostrato grande sensibilità per la risoluzione dei problemi”. Il momento storico è critico e anche gli apparati dello Stato in questi tempi di crisi “hanno qualche problematica di natura personale e strutturale".

“Dovrei nominare tutte le istituzioni”, ha poi aggiunto, ed ha comunque menzionato l’ottimo rapporto e l’amicizia con le altre forze dell’ordine locali con cui spesso la questura è trovata a lavorare insieme nelle indagini, in particolare “l’Arma dei carabinieri e la guardia di finanza”.

Una menzione speciale è andata alla Procura, “che c’è stata sempre accanto”. “Particolare predilezione ho verso Cataldo Motta”, ha aggiunto. Il procuratore questa mattina gli sedeva proprio accanto. “Lo conoscevo già da molto tempo e la possibilità di lavorare a Lecce ha accentuato ancor di più la grande stima”. Motta, dal canto suo, ha ringraziato sottolineando come il questore abbia avuto sempre massima disponibilità per gli organi di polizia giudiziaria, che dipendono direttamente dalla Procura.

Nativo di Scala Coeli, in provincia di Cosenza, sposato, con due figli, una laurea in giurisprudenza, Maiorano aveva sostituito il mesagnese Vincenzo Carella, provenendo da Roma, dove era stato direttore del servizio III Operazioni antidroga della Direzione centrale. In precedenza aveva avuto mansioni di questore a Pordenone e Terni.  

La Puglia è stata nel suo destino fin da giovane, avendo frequentato a Taranto tutto l’iter scolastico dall’epoca della prima media al terzo liceo classico. Per questo ha voluto specificare, in conclusione, che questa regione "sarà sempre parte della mia vita professionale e non”, ricordando come qui lasci una parte del suo cuore.  

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Per quanto la sua permanenza sia perdurata appena un anno, sotto la direzione di Maiorano la questura ha svolto alcune importanti indagini. Una su tutte, l’operazione “Eclissi” della squadra mobile, che potrebbe definirsi la summa di tutte le inchieste sulla riorganizzazione della Scu fra capoluogo e hinterland, svelando tutti i nuovi intrecci e le matrici degli attentati che si sono verificati a Lecce negli ultimi periodi, nell’ambito della riorganizzazione dei traffici di droga e di altre attività criminali, in primis le estorsioni.    

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