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"Doppio gioco": per tre fratelli affari d'oro con videopoker e scommesse

Inchiesta del Gruppo investigazione criminalità organizzata della guardia di finanza, coordinamento della Dda: Giovanni, Pantaleo e Maria Teresa Rizzo, di Nardò sono ritenuti a capo di un consolidato sistema di economia illegale

LECCE - Si chiama "Doppio Gioco" l'inchiesta condotta dal Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economica finanziaria di Lecce e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino che nelle scorse ore ha portato all'esecuzione di tre ordinanza di custodia cautelare, a Nardò.

Al centro una presunta organizzazione facente capo a tre fratelli - Giovanni Francesco Rizzo, di 58 anni, Pantaleo Salvatore Rizzo, di 53 e Maria Teresa Rizzo di 55 - attiva nel settore delle slot machines, dei videopoker, della raccolta di scommesse sportive dirottate su piattaforme di bookmaker stranieri. Per tutti e tre il giudice per le indagini preliminari, Giovanni Gallo, ha disposto gli arresti domiciliari.

Imponente il giro d'affari ricostruito nelle indagini che hanno delineato un vero e proprio sistema di economia illegale alimentato con il noleggio e la distribuzione di dispositivi elettronici, alcuni dei quali con software alterato, di totem per il videopoker o per l'accesso a giochi e scommesse offerti da soggetti privi della concessione dei Monopoli di Stato, con conseguente evasione delle imposte e violazione delle norme che garantiscono le legalità del gioco. 

Qui il video della guardia di finanza: l'operazione

Le ipotesi si reato contestate vanno dall’associazione per delinquere, alla frode informatica, all’esercizio del gioco d’azzardo, di quello abusivo delle scommesse, al trasferimento fraudolento di valori per sottrarli ad eventuali misure di sequestro. I tre fratelli sarebbero stati capaci anche di inflitrare il tessuto dell'economia legale attraverso la creazione e l'intestazione a prestanome di imprese individuali. L'ambito operativo dell'organizzazione è stato ricondotto alle province di Lecce e Taranto e l'orizzonte temporale dell'inchiesta al 2018. Sono indagati, oltre ai fratelli Rizzo, altri sette individui.

Qui l'articolo completo con tutti i dettagli.

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