Venerdì, 19 Luglio 2024
Mobilitati polizia, vigili del fuoco e 118

Dramma e apprensione in via Nacci: giovane si barrica in casa, convinto poi a desistere

Un lungo pomeriggio di tensione nel quartiere Leuca dove un 32enne residente nella zona si è barricato nella sua abitazione ed ha tenuto in subbuglio un intero rione. Solo dopo sei ore di presidio e mediazione la situazione si è risolta

LECCE - Un lungo ed estenuante pomeriggio di attesa e apprensione quello vissuto in via Mario Nacci, nel quartiere Leuca, a Lecce, con forze dell’ordine e personale del soccorso mobilitati e residenti allarmati per l’evolversi della vicenda. Un dramma personale, forse legato a questioni lavorative o qualcosa di simile, alla base della decisione di un giovane residente di 32 anni, da pochi mesi residenti in zona, che poco dopo le 13,30 ha deciso di barricarsi letteralmente in casa, lanciando chiari segnali di squilibrio e di protesta. La situazione si è risolta solo pochi minuti prima delle 19.

Quali fossero le reali intenzioni del giovane non è stato subito chiaro, e questo ha fatto crescere la preoccupazione e il timore per una possibile evoluzione drammatica della situazione a seguito di quella decisione. Tutto si è risolto solo dopo sei ore di lunga e trepidante attesa e di certosina mediazione. L’uomo è stato convinto dalle forze dell’ordine e dai soccorritori a desistere dal mettere in atto insani gesti.

Un pomeriggio di tensione

A comporre i numeri di soccorso è stato il padre del ragazzo che insieme ad alcuni vicini si è subito prodigato nel tentativo di convincerlo a tranquillizzarsi, ma i tentativi non andati a buon fine, evidentemente. Il ragazzo, a un certo punto non ha risposto più alle chiamate del genitore. Nel frattempo era giunto il personale del Centro salute mentale per un tso e in breve anche il 118, con un’ambulanza e i vigili del fuoco.

Il quadro non si è però normalizzato. Il giovane ha interrotto le comunicazioni, rimanendo asserragliato nella sua abitazione. Sul posto sono arrivate, contestualmente, anche le forze di polizia per comprendere la gravità della situazione. Il 32enne non è risultato detentore di armi, ma sulla base di alcune informazioni apprese nell'immediatezza, non è stato escluso che potesse avere con sé una balestra. Così, comunque, non è stato. In casa non c'era alcuna arma.

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I poliziotti delle Volanti e della Scientifica della questura hanno costantemente monitorato l’ingresso dell’abitazione e la zona è rimasta presidiata sino alle prime ore della sera. La polizia locale ha chiuso gli accessi tra via Nacci e via Abruzzi, all'altezza dell'incrocio con via Pordenone. Mentre il 32enne, a un certo punto, dopo aver ripreso i contatti telefonici, ha chiesto di voler parlare con un avvocato e con qualche giornalista per spiegare le sue ragioni e le sue richieste.

Ha avuto così un colloquio telefonico con il direttore di Lecceprima.it, Emilio Faivre, residente nelle vicinanze e che si è trovato sul posto al rientro dal lavoro, il quale ha cercato di convincerlo e di mediare. Ma il 32enne ha riferito di voler interloquire con giornalisti nazionali, perché la vicenda era focalizzata su "politici e un sindacato nazionale", aggiungendo di aver contattato Le Iene.

A questo punto si è tornati sull’opera di mediazione portata avanti dai vertici della questura e da personale medico specializzato. Nel frattempo i residenti della zona interessata sono stati invitati a entrare e nell'abitazione sono stati staccati luce e gas per ovvie ragioni di sicurezza. Gli agenti e i vigili del fuoco si sono anche appostati per penetrare all’interno dell’abitazione, accedendo agli immobili vicini, ma alla fine non è stata necessaria alcuna irruzione o azione di forza. Dopo oltre sei ore di “contrattazione” il 32enne è stato convinto ad uscire e ad affidarsi ad un abbraccio consolatorio, prima di salire in ambulanza per il trasporto in ospedale e le cure del caso.

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