Cronaca

Drammatica telefonata: "Mio nipote vuole uccidere suo padre". Fermato con un'arma

Giovanbattista Nobile, 27enne, è stato trovato con una pistola carica con cinque colpi, dopo una trafelata chiamata al 112 che ha fatto partire una caccia all'uomo. Fermato a bordo di un Suv. In casa aveva altri cento proiettili

 

SALICE SALENTINO – E’ stata la telefonata trafelata di un uomo anziano ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Campi Salentina a far scattare un’immediata caccia all’uomo. Una telefonata drammatica, che ha fatto vivere momenti di pura tensione negli stessi militari, che si sono subito messi in cerca di Giovanbattista Nobile, 27enne, già noto alle forze dell’ordine. Il timore era veramente che si potesse consumare un efferato delitto, stando, almeno, a quanto paventato, nella voce rotta dall’emozione: l’omicidio del figlio nei confronti di un padre.

Tutto è avvenuto nella giornata di ieri ed è nato da quella chiamata al 112, in cui un anziano segnalava che a Salice Salentino si aggirava un suo nipote a bordo di un Suv Mercedes nero “carico di armi”. L'anziano si era dimostrato da subito molto preoccupato, poiché era assolutamente convinto che il giovane fosse intenzionato a uccidere il padre, a causa di precedenti dissidi familiari. Vicende mai sopite che avevano fatto maturare forti rancori.

Al momento, che vi fosse veramente un’intenzione del genere, non è stato dimostrato, tanto più che il giovane non ha fatto confessioni, ma le manette per Nobile, alla fine di questa storia, sono scattate comunque. In auto non aveva certo un arsenale, ma dalla fondina è comunque spuntata una pistola, di una marca straniera, un modello poco noto, e senza matricola.

NOBILE GIOVANBATTISTA-2Il giovane è stato rintracciato nel giro di breve tempo. I carabinieri, raggiunta la strada provinciale 4 Salice-Novoli, hanno intercettato il Suv poco prima descritto, intimando perentoriamente l'alt. Dal mezzo sono scesi sia il ragazzo, sia suo zio. Il primo, alla vista dei militari, ha subito dichiarato di essere in possesso di un'arma. Fatto confermato dalla perquisizione personale. Nella cintola dei pantaloni, c’era la pistola, carica, con cinque colpi. I carabinieri hanno esteso la perquisizione nella sua abitazione ed hanno fatto un’altra sorpresa: custodiva altri cento proiettili. Arma e munizioni sono finiti sotto sequestro e, specie sulla prima, si svolgeranno nelle prossime ore alcuni accertamenti della scientifica, anche per cercare di scoprirne la provenienza. Il giovane, nel frattempo, è stato condotto nel carcere di Borgo San Nicola.

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