Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Agguati, armi e pestaggi: tre patteggiano, gli altri vanno a processo

Marco Galati ha patteggiato una pena a tre anni e quattro mesi, mentre Emanuele Toma e Orazio Preite a due anni e dieci mesi. Secondo le indagini, il gruppo avrebbe cercato di imporre la propra supremazia sul territorio

Il commissario Salvatore Federico e il questore Vincenzo Carella.

LECCE - Si è svolta oggi, dinanzi al gup Vincenzo Brancato, l'udienza preliminare relativa al gruppo accusato di aver cercato in ogni modo di conquistare la supremazia nel territorio tra Taurisano e Supersano e a vendicare ogni presunto torto subito.

Marco Galati, 29enne di Supersano, ha patteggiato una pena a 3 anni e quattro mesi; mentre per Emanuele Toma, 31 anni di Taurisano, e Orazio Preite, 29enne di Taurisano la pena concordata è stata per entrambi di 2 anni e dieci mesi.

Fernando Vizzino, 29 anni di Nociglia; Antonio Galati; Daniele Urso, 28enne di Taurisano; Daniele Manco, 32enne di Taurisano; Giuseppe Rizzello, 27enne di Poggiardo, saranno giudicati tutti con il rito abbreviato. Rito ordinario, invece, per Franco e Matteo Raduano ed Espedito Valentini, quest'ultimo il 27enne di Supersano accusato dell'omicidio di Roberto Romano e del ferimento di Dario Traversa. Il processo nei loro confronti si aprirà il 27 marzo.

Dagli atti d'indagine, compiuta dal commissariato di polizia di Taurisano, diretta dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico., emerge la personalità estremamente violenta di alcuni personaggi come Antonio Galati, Emanuele Toma, Orazio Preite e Fernando Vizzino, accusati di aver "consumato violenze e minacce ai danni di svariate persone, anche per i motivi più futili, spesso adoperando armi, anche clandestine". giovani, feroci e spietati. E' questa la chiave di lettura del gip Ines Casciaro nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei cinque uomini.

La lunga scia di attentati inizia nella primavera del 2010, con gli agguati compiuti, secondo gli inquirenti, da Toma e Preite ai danni di Daniele Urso, "colpevole" di aver intrattenuto una relazione sentimentale con l'ex fidanzata di Preite. La vittima aveva quindi deciso di emigrare all'estero. Sempre nello stesso periodo avviene un altro agguato, a colpi di pistola, a cui sfugge miracolosamente Daniele Manco, detto "Nena".

aggressioni brutali, però, finalizzate e inserite non solo negli ambiti criminali, ma anche nel contesto della vita di tutti i giorni, come nel di un giovane bagnino brutalmente aggredito presso uno stabilimento balneare di Torre San Giovanni solo perché aveva osato invitare alcune persone, tra cui Preite, ad uscire dalla zona di mare riservata ai bagnanti con la loro moto d'acqua. Un episodio che, scrive il gip, "evidenzia la particolare pericolosità sociale di Preite, 28enen di Taurisano, la sua predisposizione alla violenza e la sua spregiudicatezza".

Non c'erano solo i pestaggi e gli agguati per colpire. Dalle carte dell'inchiesta, infatti, emerge un altro episodio inquietante. Preite, si legge nell'ordinanza, "è disposto a provocare l'arresto di colui che aveva osato denunciarlo in precedenza, il tutto per convincerlo a ritrattare le accuse mosse nei suoi confronti". Nelle intercettazioni vi è una telefonata tra il 28enne e un carabiniere suo amico, cui racconta che "presso l'abitazione di Biagio Santantonio erano occultate armi e munizioni nonché un piccolo quantitativo di droga". Santantonio sarà poi arrestato il 30 aprile del 2011. Armi che, secondo l'accusa, lo stesso Preite avrebbe "nascosto nei pressi della sua abitazione per farlo arrestare".

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati difensori Silvio Verri, Laura Minosi, Massimo Bellini, Mario Coppola, Donata Perrone, Giuseppe Presicce, Biagio Palamà, e Giuseppe Palese.

Nota: c'era stato un errore sui patteggiamenti nella precedente versione dell'articolo. Ci scusiamo con gli interessati.

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