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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Droga e armi, dopo l’arresto del titolare, disposta la chiusura del pub “Déjàvu”

Questa mattina, il questore ha sospeso la licenza del locale, in via degli Ammirati, a Lecce, per trenta giorni, dopo che i finanzieri avevano trovato al suo interno cocaina e una pistola elettrica, e ai domiciliari era finito il proprietario Alessandro Romano, 27enne leccese

LECCE - Resterà chiuso per trenta giorni il pub “Déjàvu”, in via degli Ammirati, a Lecce. La sospensione della licenza è stata disposta dal questore Andrea Valentino, in merito a quanto emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza che sei giorni fa sono sfociate nell’arresto ai domiciliari del titolare dell’esercizio commerciale Alessandro Romano, 27enne leccese, accusato di detenzione ai fini di spaccio di droga e possesso abusivo di armi.

E’ proprio nel locale che i baschi verdi avevano trovato una Taser, pistola elettrica, e 2,7 grammi di cocaina, sequestrati con altri 12 grammi della stessa sostanza e un bilancino di precisione rinvenuti durante la perquisizione disposta nei riguardi del giovane imprenditore mentre era al volante della sua Bmw per le vie della movida leccese.

Altre tre pistole erano state rinvenute, durante i successivi controlli nella sua abitazione: una marca “Beretta”, calibro 9X21 con matricola abrasa, una “Bruni”, modello Magnum, calibro 38 e una “Tokarev”, modello TT33, calibro 7.65 con matricola e completa di caricatore, più 252 munizioni (213, calibro 9 X 21, 18, più sette bossoli, calibro 38, 21 di calibro 7.65).

Così, il Questore di Lecce, in qualità di autorità di pubblica sicurezza ed in ragione “della pericolosità per l’ordine e la moralità pubblica ed il buon costume e per la sicurezza dei cittadini”, questa mattina, ha firmato il decreto di sospensione della licenza che è stato notificato ed eseguito dagli agenti in servizio presso la divisione amministrativa e sociale della Questura.

Durante l’interrogatorio, Romano ha respinto l’accusa di spaccio, sostenendo davanti al giudice per le indagini preliminari Michele Toriello, e alla presenza dell’avvocato difensore Carlo Gervasi, di aver acquistato la cocaina, da consumare anche in compagnia di amici. Riguardo alle armi, invece, ha dichiarato di aver acquistato la Taser e di tenerla nel locale, per difesa, mentre le altre, di averle trovate in campagna, in un borsone nascosto in un cespuglio di more, col metaldetector.

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