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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Stupefacenti e armi, revocati i domiciliari per quattro arrestati

All’esito degli interrogatori, il giudice Michele Toriello ha concesso la libertà al 50enne di Surbo che in casa aveva una pistola, e a un 73enne surbino che in casa aveva un chilo e 700 grammi di marijuana. Disposto, invece, l’obbligo di dimora alla coppia di amici trovati con la droga a Novoli

LECCE - Erano finiti ai domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ma Patrick Cava, 26 anni, di Guagnano, e Lucio Rucco, 28 , di Novoli, sono riusciti ad ottenere un’attenuazione della misura cautelare. Il giudice Michele Toriello ha imposto a entrambi l’obbligo di stare in casa, dalle 21 alle 7. La decisione è arrivata all’esito dell’interrogatorio di convalida che si è svolto in mattinata alla presenza degli avvocati difensori Rita Ciccarese e Francesco Tobia Caputo. Il primo, trovato dai carabinieri con addosso 64 dosi di cocaina, per un totale di 26,6 grammi, ha ammesso gli addebiti, dichiarando di aver iniziato a spacciare da qualche mese, a causa dell’aggravarsi della sua situazione economica che non gli consentiva di far fronte ai bisogni della famiglia. Rucco, invece, che durante la perquisizione dei militari aveva 1,1 grammi di marijuana e 1,6 di hasish, ha spiegato di essere da tempo consumatore di droghe leggere, e di non essere a conoscenza del fatto che Cava avesse con sé “polvere bianca”.

Entrambi erano stati fermati in via Carmiano a Novoli, dal personale dell’Arma locale, mentre erano a bordo di una Mercedes, e i successivi approfondimenti nelle rispettive abitazioni avevano dato esito negativo.

Sono invece tornati in libertà, oggi, dopo l’interrogatorio con il giudice Toriello, Ennio Carlà, 73enne, di Surbo, trovato con un chilo e 700 grammi di marijuana in casa, e Giuseppe Fasano, 50enne, anche questo di Surbo, per la detenzione di una pistola Beretta, munita di caricatore con sette colpi, calibro 9 corto modello 1939, e ulteriori 68 proiettili calibro 9. Il primo (assistito dall’avvocato Pier Luigi Corrado) ha negato che lo stupefacente fosse finalizzato allo spaccio, mentre il secondo (difeso dall’avvocato Cristiano Solinas) ha raccontato di avere quell’arma già da diversi anni, ma di non averla mai utilizzata.

Nei riguardi dei due uomini, il gip ha convalidato l’arresto, revocando però la misura dei domiciliari disposta dopo le perquisizioni.

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