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Stupefacenti dall’Albania e dalla Turchia, inflitte condanne per 50 anni di reclusione

Si è chiuso oggi il processo con il rito abbreviato per i quattordici imputati coinvolti nell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Non ha retto l’accusa dell’associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità

LECCE -  Si è concluso con 14 condanne il processo abbreviato nato dall’inchiesta sui traffici di droga tra Italia, Albania,  Turchia e Olanda. E’ caduta l’accusa principale, quella di associazione a delinquere con l'aggravante della transnazionalità, ma per conoscere le ragioni, bisognerà attendere le motivazioni del giudice Carlo Cazzella. Di noto per ora, ci sono le condanne, quelle inflitte in mattinata per i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, contestati a vario titolo agli imputati, sui quali aveva indagato il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Guglielmo Cataldi, che avevano chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito alternativo.

Tre anni di reclusione per Leonardo Ali, 41 anni, di Valona; due anni e 8 mesi per Engjellusche Arapi, 57, di Valona; tre anni per Gentian Dule, 33, di Valona, ma residente a Roma; quattro anni a testa per Marco Franchini, 44, di Lecce, Fabio Marzano, 50 anni, di Lecce ma residente a Monteroni, Ermal Gega, albanese di 44 anni, Emir Daci, 47, di Tirana ma residente a Origgio (Varese), e Piro Hyskaj, 60, originario di Valona ma residente a Lecce; due anni e 8 mesi per Gentian Katreli detto “Genti”, 44, di Durazzo, residente a Lecce; 5 anni e 4 mesi per Gezim Kritha, alias “Gino”, 50 anni, di Valona ma residente a Lecce; cinque anni a Revalid Lika, 36 anni, di Valona ma residente a Lecce; tre anni a Genti Mezini, alias Gentian Mezinaj, 41 anni, di Valona  ma residente ad Anzio (Roma); due anni e 8 mesi a testa per Jorg Naci, detto “Mili”, 42 anni, albanese, e Salvatore Giovanni Pacifico, 52, di Lequile, residente a Lecce.

Stando alle carte dell’inchiesta, che interessa il 2014, l’organizzazione avrebbe gestito ingenti quantitativi di droga (marijuana, cocaina ed eroina) giunta in Italia (nel Salento, nel Lazio, in Lombardia e in Emilia Romagna) da Albania, Turchia e Olanda.

Il collegio difensivo

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Alessandro Costantini Dal Sant, Alexia Pinto, Francesco Calabro, Giancarlo Dei Lazzaretti, Sergio Luceri, Alessandro Stomeo, Cosimo Rampino, Benedetto Scippa, Laura Serafino, Alessandro Stomeo, Giovanni Gabellone, Paolo Pepe, Pantaleo Cannoletta.

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