Droga dal Marocco al Salento, ridotte le condanne in Appello

Si alleggeriscono nel secondo processo le pene inflitte in primo grado per sei imputati coinvolti nell’operazione “Tajine” della squadra mobile di Lecce

LECCE - Sono state ridotte in appello le condanne inflitte in abbreviato a sei degli otto imputati coinvolti nell’operazione “Tajine”, eseguita dalla squadra mobile di Lecce nel dicembre del 2017, su un’organizzazione italo-marocchina impegnata nello spaccio di hashish, cocaina e marijuana.

Si è pronunciata così la Corte presieduta dal giudice Vincenzo Scardia: 7 anni, 7 mesi e 10 giorni, più 24mila e 200 euro di multa (a fronte dei 10 anni e 2 mesi della prima sentenza) ad Abderrazach Hachouch, detto “Antonio”, 51, di origini marocchine ma residente a Leverano; 7 anni, 2 mesi e 10 giorni e una multa di 22mila e 400 euro (a fronte dei 9 anni precedenti) ad Antonio Cosimo Drazza, 38 anni, di Nardò; 4 anni e mezzo, più 22mila euro di multa (a fronte dei 6 del processo di primo grado) a Cosimo Albanese, 66 anni, di Veglie; 3 anni, un mese e 10 giorni e una multa di 8mila e 800 euro (rispetto ai 3 anni e 4 mesi già inflitti) a Giovanni De Mitri, 69, di Lecce; 2 anni, 10 mesi e 20 giorni e 8mila e 400 euro di multa (rispetto ai 3 anni e 8mila e 400 euro di multa) a Giacomo Mastrapasqua, di 34, di Bitonto; un anno, 11 mesi e 10 giorni, più 6mila di multa (2 anni e 6mila euro di multa) ad Abdelkhalek Antra, 45, di origini marocchine ma residente a Latiano.

Confermata nel resto la sentenza emessa dal gup Michele Toriello: di assoluzione nei riguardi di Francesco Vantaggiato, 32enne, di Nardò, e di condanna a un anno, 8 mesi (pena sospesa) per Salvatore Cagnazzo, 45, di Leverano.

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Gli imputati erano difesi dagli avvocati Raffaele Benfatto, Francesca Conte, Stefano Pati, Carlo Gervasi, Salvatore Cagnazzo, Luigi Rella, Francesco Fasano, Domenico Regina, Walter Zappatore e Loredana Pasca.

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