Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Droga, estorsioni e affari: le dichiarazioni di Greco tracciano nuovi scenari criminali

Estorsioni, traffico di droga e guerra per la supremazia territoriale. E’ racchiusa in centinaia di pagine di verbale la storia recente della criminalità leccese. Voce narrante quella dell’ultimo collaboratore di giustizia, Gioele Greco, che potrebbe aver svelato i retroscena di molti fatti recenti e passati della criminalità organizzata

LECCE – Estorsioni, traffico di droga e guerra per la supremazia territoriale. E’ racchiusa in centinaia di pagine di verbale la storia recente della criminalità leccese. Voce narrante quella dell’ultimo collaboratore di giustizia, Gioele Greco, che potrebbe aver svelato i retroscena di molti fatti recenti e passati della criminalità organizzata. Trame insanguinate e velenose di affari illeciti, alleanze e lotte per la conquista del territorio e dei traffici. La collaborazione di Greco ha già trovato riscontro negli inquirenti, tanto che le sue dichiarazioni sono confluite negli atti dell’operazione “Eclissi”, condotta dalla squadra mobile di Lecce nel novembre del 2014, e che ha tracciato crolli e rinascite della Scu leccese. In particolare le strategie criminali dei clan che per decenni hanno governato su capoluogo e dintorni. I fratelli Nisi e poi i “Vernel”. Nelle carte dell’inchiesta il 28enne viene tratteggiato come uno dei del presunto boss Roberto Nisi. Dopo il suo arresto, avvenuto nel maggio 2012, si sarebbe aperta una scissione tra due gruppi: da una parte Davide Vadacca, dall’altro Gioele Greco e Daniele De Matteis. I contrasti, secondo gli investigatori, avrebbero avuto origine nel traffico di cocaina.

Greco ha raccontato, dal carcere di Torino dove si trova (o si trovava) recluso, alleanze  e contrasti dei gruppi criminali, sfociati spesso in ritorsioni a colpi di pistola. Il collaboratore ha poi raccontato, così come prima di lui aveva fatto Alessandro Verardi, canali di approvvigionamento e di distribuzione delle sostanze stupefacenti, anche grazie all’utilizzo di cosiddetti “insospettabili”. Ci sono poi le estorsioni, da sempre denaro facile e prezioso (da reinvestire nel mercato della droga) per le holding criminali. Non solo attività commerciali e stabilimenti balneari (come emerso nell’operazione "Network", unione di due filoni di indagine condotte dai carabinieri del Ros e dalla Squadra mobile. Denominata “Alta marea” la prima, condotta dal mese di agosto del 2012, fino  a maggio 2013, e “Terra d’Acaia”, da aprile 2010 al mese di settembre del 2011), ma affari redditizi come le affissioni elettorali e le feste patronali.

Quelle confluite nella chiusura delle indagini dell’operazione “Eclissi”, solo in realtà solo una parte delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Tanti gli omissis su cui la Direzione distrettuale di Lecce sta già lavorando da qualche tempo e che potrebbero presto portare a nuove inchieste e nuovi arresti, svelando anche collusioni con una sorta di “zona grigia”, dove criminalità e “colletti bianchi” si incontrano per fare affari.

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