Coca e hashish in masseria: 39enne patteggia tre anni e 8 mesi

Vitali ha “concordato” la pena per la vicenda dello scorso 12 aprile che gli costò l’arresto in carcere. E sempre per spaccio, chiudono il loro conto con la giustizia altri due uomini di San Cesario

LECCE - E’ di tre anni, otto mesi e venti giorni di reclusione, più 11.800 euro di multa, la sentenza di patteggiamento nei riguardi di Pompeo Vitali, il 39enne di Lecce finito in carcere lo 12 scorso aprile dopo il blitz dei carabinieri nella sua masseria, in località “Li Manzi”, a Surbo.

E’ qui che i militari dipendenti dalla compagnia di Lecce, in un’operazione partita da indagini svolte con i colleghi delle stazioni di Santa Rosa e Surbo, trovarono 162 grammi di hashish suddivisi in tre confezioni (dalle quali si sarebbero potute ricavare 100 dosi), più 73 grammi e mezzo di cocaina, suddivisa in 19 confezioni per 211 dosi.

Oltre a lui dietro alle sbarre finì anche il cugino Teodoro, di 20 anni.

Ieri, il 39enne ha ottenuto l’approvazione del giudice Michele Toriello alla richiesta di concordare la pena, avanzata attraverso l’avvocato Loredana Pasca.

E sempre ieri, davanti al gip Toriello, hanno chiuso il loro conto con la giustizia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Aristide Caputo, 41enne di San Cesario di Lecce, e Giuseppe Rollo, di 24 anni: il primo ha patteggiato tre anni e 13mila euro di multa, il secondo è stato condannato (all’esito del processo discusso col rito abbreviato) a 3 anni e 12mila euro di multa.

Era il 30 aprile scorso, quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce che da giorni tenevano sotto osservazione il loro appartamento, decisero di fare un controllo e così, durante la perquisizione trovarono nella camera da letto di Caputo: 5 grammi di cocaina; una bottiglietta in plastica con metadone; 1  grammo di eroina suddivisa in due dosi; 105 euro.

Nella stanza di Rollo, invece, c’erano: 28 grammi di marijuana; 46 grammi di hashish suddiviso in due pezzi; 5 grammi di cocaina; 5 grammi di cocaina suddivisi in 12 dosi; 2 bilancini di precisione; 960 euro; un foglio dove erano annotati nomi e somme di denaro; e diverso materiale per il confezionamento.

Gli imputati erano difesi dall’avvocato Pantaleo Cannoletta.

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