Cronaca

Droga, l'imprenditore copertinese si difende: "Mai entrato in certi affari"

Al titolare di una concessionaria, gli inquirenti contestano il finanziamento di una partita di droga proveniente dalla Spagna. Ha negato: "Non ho bisogno di certi traffici, l'attività procede bene". L'inchiesta partita da Milano

Il carcere di Lecce.

 

LECCE – Flavio Elia, l’imprenditore 28enne di Copertino, titolare di una concessionaria di auto, arrestato con l’accusa di spaccio di stupefacenti nell’ambito di una più vasta operazione condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, ha negato di aver mai svolto traffici illeciti. In carcere dal 18 luglio, dopo un blitz che ha portato all’esecuzione di diciotto ordinanze di custodia cautelari, Elia è stato ascoltato per rogatoria dal gip Annalisa De Benedictis, cercando di allontanare da sé ogni sospetto.

Secondo gli inquirenti, Elia avrebbe avuto in un’occasione rapporti con due soggetti, residenti nel milanese, e che farebbero parte di un’organizzazione criminale con base nel capoluogo lombardo. Al giovane imprenditore copertinese è stato contestato di aver finanziato l’acquisto di una partita di cocaina proveniente dalla Spagna. Un solo episodio, che non ha fatto scattare l’imputazione di aver preso parte al ben più strutturato gruppo criminale, ma che pure gli è costato l’arresto.

Elia, che è difeso dagli avvocati Michele e Giuseppe Bonsegna, ha spiegato al gip di non aver mai avuto alcuna necessità di entrare in simili traffici, poiché la sua attività commerciale procede bene e non ha problemi di natura economica. E che semmai ci possano essere stati rapporti con i due presunti esponenti dell’organizzazione, questi si sarebbero comunque limitati a normali affari di lavoro. In attesa delle decisioni del tribunale di Milano, l’imprenditore resta nel carcere di Lecce.

Gli arresti sono stati eseguiti su richiesta de sostituto procuratore Antonio San Germano della Direzione distrettuale antimafia di Milano, nelle province di Milano, Varese, Vicenza, Padova, Pavia, Monza, Brianza, Rovigo, Siena e, appunto, Lecce. Numerosi gli episodi di traffico internazionale di droga accertati dai militari milanesi, che hanno consentito di tagliare la testa ad una delle principali centrali dello spaccio sulla piazza di Milano.

Nel corso dell'inchiesta sono stati sequestrati oltre 73 chili di cocaina, mille e 423 di hashish, e la somma in contanti di 256mila e 460 euro. Molti degli indagati rispondono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e armi, che arrivavano dall'estero. A capo del sodalizio, secondo gli investigatori milanesi, ci sarebbe stata una donna, Betty Paola Cabeza Valencia, ecuadoriana di 48 anni.  Grazie ai suoi contatti con i fornitori sudamericani, in Italia sarebbero giunte grosse quantità di droga. 

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