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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Porto Cesareo

Spaccio di droga, padre e figlio al giudice: “Avevamo bisogno di soldi per curarci i denti”

All’esito dell’interrogatorio di ieri, gli indagati, finiti in carcere tre giorni fa, hanno ottenuto i domiciliari col braccialetto elettronico

PORTO CESAREO - Hanno ottenuto i domiciliari col braccialetto elettronico Aureliano Grasso, di 60 anni, e il figlio 21enne Piersilvio, finiti in carcere tre giorni fa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’alleggerimento della misura è stato disposto ieri dal giudice Marcello Rizzo, al termine dell’interrogatorio di convalida, durante il quale entrambi hanno ammesso gli addebiti. In particolare, nel confronto, che si è tenuto alla presenza degli avvocati difensori Silvio Verri e Giuseppe Bonsegna, gli indagati hanno raccontato di spacciare mossi dalla necessità di reperire denaro per sostenere il costo di trattamenti  odontoiatrici.

Sebbene i due abbiano cercato di sminuire la portata delle loro condotte, il giudice, anche alla luce del quantitativo delle sostanze detenute, non ha escluso la possibilità che possano essere inseriti in importanti circuiti di narcotraffico ed essere un punto di riferimento per i consumatori della zona.

Nelle loro rispettive abitazioni, a Porto Cesareo, i carabinieri erano riusciti a fare irruzione con l’ausilio dei vigili del fuoco e sfondando le porte d'ingresso, dopo aver suonato il campanello senza ottenere risposta, nonostante la loro presenza tra le mura domestiche.

Durante le perquisizioni, sono stati trovati: in casa del 60enne, 28, 41 grammi di cocaina (distribuita in quantità di diverse in 24 involucri) e un pezzo d’hashish del peso di 5,20 grammi; nell'altro domicilio, barrette di hashish  per un totale di un chilo e 228 grammi e sei sacchetti di cellophane con 102 grammi di marijuana.

Oltre allo stupefacente, i militari avevano provveduto al sequestro di banconote e monete per circa 22mila euro (20mila dei quali nella disponibilità del più giovane), due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi, diversi cellulari, un’agenda dove era riportata la contabilità relativa all’attività di spaccio, una macchina cambia soldi.

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