Droga e pistole nel box, Salierno assolto. Imputato il nipote

Il giudice ha pronunciato un verdetto assolutorio per il 37enne leccese, mentre ha respinto la richiesta di patteggiamento a 4 anni di Andrea Saponaro, il 29enne che, dopo l’arresto, si assunse ogni responsabilità. Anche lui sarà giudicato in abbreviato

LECCE – Sono cadute le accuse nei riguardi di Cristian Salierno, il 37enne leccese arrestato lo scorso dicembre con il nipote Andrea Saponaro, di 29 anni, dopo che gli agenti della squadra mobile di Lecce trovarono nel garage di quest’ultimo droga e armi.

Per la pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Guglielmo Cataldi, Salierno avrebbe dovuto essere condannato a cinque anni e mezzo, ma il giudice Simona Panzera dinanzi al quale si è celebrato il processo con rito abbreviato ha accolto la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Marco Caiaffa, pronunciando un verdetto assolutorio con formula piena “per non aver commesso il fatto”.

Già in sede di interrogatorio, l’uomo raccontò di trovarsi nei pressi dell’abitazione del nipote solo perché doveva prendere un caffè con lui, in una stazione di servizio, e di essere completamente all’oscuro delle pistole e dello stupefacente custoditi nel box dell’auto.

Le sue dichiarazioni, confortate da quelle del 28enne che ammise di essere l'unico responsabile, spinsero il gip Marcello Rizzo a restituirgli la libertà, in considerazione dell’assenza dei gravi indizi di colpevolezza.

Per Saponaro fu quindi confermato l’arresto in carcere e, in seguito alla richiesta di patteggiamento a quattro anni “bocciata” ieri dal gup Panzera, sarà giudicato anche lui in abbreviato da un altro giudice.

In particolare, dal banco degli imputati dovrà rispondere della detenzione di: 400 grammi di hashish, di altri 94 grammi della stessa sostanza suddivisi in 20 dosi e di 75 grammi di cocaina. E, ancora, di: due pistole (una semi-automatica calibro 9 per 21 con matricola abrasa, una calibro 22 senza matricola), munizioni (14 cartucce calibro 9 per 21 e 3 cartucce calibro 22), e un caricatore vuoto. Tutto il materiale, insieme alla somma di 670 euro in banconote di vario taglio e al materiale utile al confezionamento delle dosi, finì nelle mani dei poliziotti, che piombarono nel garage, dopo aver accertato la cessione di droga (dieci grammi di cocaina) a un cliente.

Zio e nipote sono coinvolti nella recente inchiesta anti-mafia “Final Blow”, con oltre 70 indagati.

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