Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Rudiae / Via Dalmazio Birago

Spaccio, 12 chili di marijuana a San Pio: nei guai due fratelli

Arrestato Senad Ahmetovic, 23enne e denunciato il fratello Denis, 30enne, che era già ai domiciliari. Le indagini della squadra mobile avviate dopo alcune segnalazioni di cittadini

LECCE – Pioveva a dirotto, ieri pomeriggio. Non è stato facile per gli investigatori della squadra mobile tenere sotto osservazione tutti i movimenti. Alcuni dettagli sono sfuggiti, come le targhe di due auto più che sospette. Il blitz, però, è scattato comunque, al passaggio di un sacco nero, gonfio. Dentro c’era la droga, i poliziotti ne erano sicuri. Bisognava verificare. E così è stato: quasi 12 chili di marijuana. Il tentativo di sbarazzarsi dello stupefacente è andato a vuoto. E per Senad Ahmetovic, 23enne, e il fratello Denis, 30enne, sono iniziati i guai.

I poliziotti hanno recuperato la droga, lanciata sui terrazzi prima del loro ingresso in casa. Ed è possibile che i due fratelli siano anelli intermedi di una catena in cui al di sotto vi siano pesci più piccoli, i pusher al dettaglio, e al di sopra qualcuno che muove i fili. Tutte ipotesi investigative sulle quali il reparto diretto dal vicequestore aggiunto Sabrina Manzone sta svolgendo approfondimenti.  

Certo è che Senad Ahmetovic è finito in carcere, su ordine del pm di turno, Roberta Licci. Denis, che si trovava già ai domiciliari quando è scattata l’operazione, è stato invece denunciato a piede libero. La sua posizione rischia così di compromettersi. Un nuovo arresto potrebbe essere imminente. E c’è da aggiungere che è recidivo: alla fine del 2015 era stato arrestato proprio per il trasporto di droga.

Un aspetto importante, che la dirigente della squadra mobile e la sua vice, Elena Raggio, hanno rilevato nel corso di una conferenza stampa riepilogativa dell’operazione, risiede nella collaborazione dei cittadini. Segnale positivo è l’atteggiamento di quanti, allarmati da strani movimenti nei loro quartieri, decidono sempre più spesso di segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Proprio come in questo caso. Gli investigatori, una volta acquisite le informazioni principali, hanno così fatto scattare la rete.

Senad e Denis Ahmetovic, va aggiunto, hanno formale residenza nel campo “Panareo”, la struttura d’accoglienza alle porte di Lecce. In realtà, dispongono anche di un domicilio in affitto in via Dalmazio Birago. Il motivo, potrebbe risiedere proprio nella necessità di avere un punto strategico per il controllo dei traffici illeciti in particolari zone del capoluogo. E non nemmeno un caso che i dirigenti di polizia ricolleghino l’operazione di ieri con le altre, piuttosto recenti, in cui oggetto è stata sempre la droga e spesso gli attori di nazionalità straniera.

Fine febbraio, fermo di un fruttivendolo di origine albanese nelle Giravolte; primi di marzo, catturato anche suo padre; primi di aprile, trovata droga in uno stabile abbandonato, sempre in zona Giravolte; metà aprile, bloccata in via Manifattura Tabacchi una coppia montenegrina con residenza nel campo “Panareo”; fine aprile, ammanettato un albanese che si stava avviando con un carico in stazione. Questi, solo alcuni fra gli episodi più rilevanti che potrebbero avere un trait d’union.

Ieri, dunque, è toccato ai fratelli Ahmetovic fare i conti con il pugno sempre più duro della squadra mobile leccese sul fenomeno dello spaccio. Intorno alle 18, sotto una pioggia scrosciante, i poliziotti si sono appostati in zona e dopo un’ora e quaranta minuti d’attesa, sono stati premiati. Nei pressi del cancello d’ingresso, infatti, hanno visto avvicinarsi un’Audi A7 scura. Impossibile, però, annotare la targa, proprio a causa del maltempo.

Hanno comunque visto bene chi scendeva da quel veicolo, poi ripartito: dal lato del passeggero è sbucato Senad Ahmetovic. Uno dei poliziotti, in particolare, l’aveva già adocchiato in più occasioni, durante altre operazioni della sezione antidroga.

Il 23enne è entrato nella stabile e gli agenti hanno atteso ancora, per capire meglio quale giro si stesse formando. Alle 19.45, sempre davanti a quel cancello, s’è fermata una Golf Volkswagen blu, guidata da un uomo. Senad è sbucato da casa proprio in quel momento, s’è dato un’occhiata in giro, quindi ha spalancato lo sportello del passeggero e ha afferrato una grossa busta nera, di quelle per i rifiuti. Ma secondo i poliziotti, ovviamente, lì dentro tutto poteva esserci, fuorché spazzatura.

Quando il giovane è rientrato e la Golf è ripartita di slancio (anche in questo caso, senza possibilità di vedere la targa, per la distanza e il maltempo), gli agenti hanno deciso di passare all’azione.

Si sono così presentati davanti al portone, bussando all’appartamento dei fratelli e qualificandosi subito come agenti di polizia. Prima che qualcuno venisse ad aprire, hanno sentito chiaramente alcuni tonfi, il che ha fatto sorgere il sospetto che gli occupanti, all’interno, colti di sprovvista, stessero cercando di sbarazzarsi di qualcosa di compromettente. Solo dopo qualche minuto la porta è stata aperta. In casa, oltre ai fratelli, c’erano anche quattro donne, tutte dello stesso nucleo familiare.

I poliziotti non hanno perso tempo in convenevoli. Intuendo dove potesse essere finito il carico, si sono fiondati in direzione dei terrazzi vicini e sottostanti. E su quello in corrispondenza della cucina, hanno trovato quattro panetti di marijuana contraddistinti da una lettera, la “P”, di colore rosso, per poco più di 4 chili e 300 grammi. Mentre, sotto la stanza da letto, hanno scovato un borsone blu con altri sei panetti simili, per ulteriori 6 chili e mezzo circa, più una pochette in similpelle di colore nero con un panetto di forma ovale. Dentro, un altro chilo di stupefacente. Senad Ahmetovic, che era stato visto prelevare il carico dal misterioso conducente della Golf, è finito in carcere. Mentre Denis è stato denunciato. I due sono difesi dall'avvocato Benedetto Scippa.

A proposito di Denis Ahmetovic, è interessante ricordare le circostanze del suo arresto, avvenuto verso la fine di novembre dello scorso anno. Stava rientrando da Brindisi, in un’auto condotta da Giovanni Manzari, 54enne di Lecce. I due furono arrestati da carabinieri prima di varcare il confine della provincia. In quell’auto c’erano panetti di hashish per 3 chilogrammi.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il giovane slavo assunse pienamente la responsabilità del carico, spiegando al giudice che Manzari gli aveva solo dato un passaggio, senza sapere cosa trasportasse. Il 54enne fu così scarcerato e Denis Ahmetovic posto ai domiciliari. E tuttavia, la masseria dove risiede Manzari, non lontano da Torre Rinalda, proprio mentre lui si trovava recluso, fu sottoposta nei giorni seguenti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce a una perquisizione, che portò alla scoperta di un vero e proprio arsenale con armi, munizioni ed esplosivo.

Un intreccio molto particolare e complesso, fra personaggi che, almeno in apparenza, fra loro sembrano slegati e operare in contesti diversi. E quindi, una serie di scenari da sondare che si fanno sempre più interessanti.

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