Traffico e spaccio di cocaina nel Salento, in undici finiscono a processo

Dopo sei mesi dall’operazione “Amici miei”, eseguita dai carabinieri della compagnia di Gallipoli, il giudice Panzera dispone il giudizio immediato

LECCE – “Un’impresa criminale” è così che il gip (giudice per le indagini preliminari) Simona Panzera aveva definito l’associazione che avrebbe spacciato cocaina a Gallipoli, Taviano, Matino, Alezio e nei paesi vicini, smantellata lo 17 settembre con l’operazione “Amici miei”.

E c’è la firma dello stesso giudice nel decreto di giudizio immediato emesso qualche giorno fa (su richiesta del sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza) con il quale è fissato per il 1 marzo l’inizio del processo nei riguardi di Saimir Sejidini, 27enne nato in Albania, detto “Sem”, ritenuto leader del gruppo e il connazionale Klodian Shehaj, di 36 anni, residenti a Taviano; Vincenzo De Matteis, 42enne residente a Taviano (difeso dall’avvocato Biagio Palamà), già condannato per mafia e omicidio con sentenza divenuta irrevocabile nel 1999; Luca Di Battista, 26enne nato a Terlizzi (Bari) e residente a Mancaversa; Pasquale Di Battista, 32enne nato in Germania e residente sempre nella marina tavianese; Danel Gjoci, 20enne, albanese residente a Taviano; Roxhers Nebiu, 27enne albanese residente a Melissano; Gilberto Perrone, 22enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Domenico Scala, 21enne nato a Gallipoli e residente a Taviano; Enri Shehaj, 25enne albanese residente a Rutigliano; Rrapush Tafa, 25enne albanese che però risulta latitante.

Sono sessanta le cessioni di stupefacenti contestate dall’accusa e documentate carabinieri della compagnia di Gallipoli, dall’ottobre del 2016 al giugno 2017. Stando alle indagini, la modalità di vendita utilizzata era soprattutto quella del “Drug&drive”: dosi e soldi venivano scambiati dai finestrini di due auto accostate in luoghi isolati.

Le conversazioni intercettate non lasciano spazio a dubbi per gli inquirenti e per il gip: il termine “vagnona” (ragazza) stava per la cocaina allo stato grezzo, mentre “birre”, “giocatori” e “amici” (che ha dato il nome all’operazione) le dosi dello stupefacente.

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Adesso, che è stato notificato il decreto di giudizio immediato, gli imputati valuteranno (attraverso gli avvocati difensori Stefano Stefanelli, Biagio Palamà, Pomeo Demitri, Angelo Ninni e Laura Serafino) se fare richiesta di rito abbreviato o di patteggiamento.

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