Due delfini e una tartaruga spiaggiati lungo le Cesine, la denuncia dei pescatori

Tre carcasse spiaggiate sul litorale delle Cesine, la riserva naturale del Wwf tra San Cataldo e San Foca. Un fenomeno allarmante che desta preoccupazione sullo state di salute del mare Adriatico. Difficile stabilire al momento le cause che hanno portato alla morte di due delfini e di una tartaruga

Un delfino spiaggiato (immagine di repertorio)

LECCE – Tre carcasse spiaggiate sul litorale delle Cesine, la riserva naturale del Wwf tra San Cataldo e San Foca. Un fenomeno allarmante che desta preoccupazione sullo state di salute del mare Adriatico. Difficile stabilire al momento le cause che hanno portato alla morte di due delfini e di una tartaruga (la Caretta caretta, la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo).

La carcassa della testuggine marina, in evidente stato di decomposizione, si trova nei pressi dei lidi posizionati all’estremo lembo a sud della riserva naturale. A circa duecento metri di distanza, all’interno delle Cesine, incastrato in un tronco d’albero, alcuni pescatori hanno rinvenuto invece un delfino, anch’esso ormai decomposto, segno che la morte doveva risalire ad almeno cinque o sei giorni prima. A circa due chilometri di distanza dalla tartaruga, in prossimità della casamatta che troneggia minacciosa sulla spiaggia della riserva naturale, si è spiaggiato un esemplare di delfino adulto di grosse dimensioni: lungo circa tre metri e del peso di circa trecento chilogrammi.

Saranno ora gli uomini della guardia costiera o del Corpo forestale dello Stato a eseguire tutti gli accertamenti necessari per stabilire cause ed entità del fenomeno e consentire di rimuovere le carcasse degli animali. Ogni ipotesi è quantomeno prematura, ma sono in molti, tra pescatori e frequentatori della riserva naturale, a puntare il dito contro una piattaforma comparsa da alcuni giorni nel tratto di mare al largo di San Foca.

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Si tratta, con ogni probabilità, di una piattaforma utilizzata per eseguire indagini geofisiche, geotecniche e ambientali. Non è possibile, al momento, mettere in relazione i due eventi, anche se nessuno, anche tra i pescatori più esperti, ha mai visto tanti animali spiaggiati tutti insieme. Un campanello d’allarme da non sottovalutare per la salvaguardia di uno dei tratti di costa più belli della penisola salentina e un patrimonio da proteggere e custodire.

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