Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Sono due fratelli gli assassini di Spedicato. E uno è tornato sul luogo del delitto

Ufficiale l'arresto dei due omicidi. E quasi come da stereotipo letterario, uno dei due nigeriani che hanno ucciso il sottufficiale vegliese residente a Modena, è ritornato nell'appartamento. Spostando e pulendo il cadavere

Foto di ModenaToday per LeccePrima.

 

 

MODENA – Erano in stato di fermo, ora sono definitivamente in arresto. I fratelli Oloyede, Babatunde Raphael e Oluwatobi Moses, il primo 23enne, il secondo 20enne, nigeriani, sono accusati di omicidio volontario e rapina. La squadra mobile di Modena ha definitivamente chiuso il cerchio sul brutale assassinio di Salvatore Spedicato, 51enne, di Veglie, sottufficiale dell’Esercito Italiano, in servizio presso l’Accademia militare di Modena.

Quella della polizia del centro emiliano è stata un’indagine rapida, che si è avvalsa anche (ma non solo) di testimonianze e immagini di videocamere (che hanno ritratto i due mentre trascinavano un televisore), e che è partita dagli accertamenti svolti direttamente sul posto subito dopo il rinvenimento del cadavere. Il corpo senza vita di Spedicato è stato ritrovato la mattina di venerdì 18 maggio, dopo che i colleghi del maresciallo sono entrati in agitazione per la sua strana e prolungata assenza.

I rilievi, all’interno dell’appartamento di via Jacopo Barozzi, in zona semicentrale, hanno da subito evidenziato come vi fosse stata una violenta colluttazione tra la vittima e i suoi assassini. Una cosa è certa: Spedicato li conosceva ed ha aperto loro la porta. Non sono stati trovati segni di effrazione.  Sta di fatto che la situazione deve essere ben presto degenerata. Spedicato è stato accoltellato più volte e, mentre era ancora agonizzante, i due fratelli, hanno iniziato a depredare l’appartamento di vari oggetti, fra cui un televisore Lcd 30 pollici, un portamonete con contanti, carte di credito e bancomat, le chiavi dell’autovettura e dell’appartamento luogo del delitto, due telefoni cellulari, un orologio di valore ed una catenina d’oro. Tutto questo è avvenuto mercoledì notte, intorno alle 23,30, come testimoniato da una vicina di casa, che ha udito tonfi e voci straniere.

DSC_3138-2La cosa singolare, che ancora non era emersa, è che - quasi come da stereotipo letterario - la polizia ha accertato che, il giorno successivo, il maggiore dei fratelli è ritornato sul luogo del delitto, trovando il cadavere di Spedicato all’interno della stanza da letto e non più nel corridoio. Il sottufficiale, in sostanza, raccogliendo le ultime forze, era riuscito a raggiungere un altro vano dell'appartamento, prima di morire. Il nigeriano, nel tentativo di nascondere alcune tracce, ha quindi spinto il cadavere sotto il letto, cercando anche di lavare in maniera maldestra alcune macchie di sangue.

Il 23enne, poi, ha utilizzato la carta bancomat della vittima in uno sportello bancario di Reggio Emilia, essendo riuscito a ritrovarne il codice segreto. Il 20enne, invece, si è recato presso un esercizio commerciale nel centro di Modena, vendendo la catenina rubata e ricavandone 280 euro.

Nel corso dell’indagine è stato tratto in arresto anche un terzo uomo, connazionale dei due fratelli, 21enne, per aver ospitato i due autori dell’omicidio subito dopo il delitto e per aver nascosto una parte del materiale in uso alla vittima. 

 

 

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