Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Due gli aggressori, sei le coltellate: così è morto il maresciallo salentino

Salvatore Spedicato, 51enne, originario di Veglie, ma da decine di anni, ormai, residente a Modena, è stato assassinato forse da stranieri. Una vicina di casa ha udito voci e rumori sordi, intorno alle 23,30 di mercoledì scorso

 

MODENA Sono almeno due le persone che hanno assassinato il maresciallo dell’Esercito italiano, Salvatore Spedicato, 51enne, originario di Veglie, ma da decine di anni, ormai, residente in Emilia-Romagna. Un’indicazione importante, che arriva da una vicina di casa dell’uomo e sulla quale stanno indagando gli uomini della squadra mobile di Modena.

La donna ha raccontato di aver udito chiaramente rumori, come dei tonfi, e varie voci, parole proferite in qualche lingua straniera, provenire dall’appartamento di Spedicato, intorno alle 23,30 di mercoledì. Tutt’altro che un dettaglio, perché già in prima battuta, si era ipotizzato che la morte risalisse a quell’ora di quel giorno, e che avesse combattuto duramente con gli aggressori, ai quali aveva aperto la porta in pigiama.

Il militare, in servizio all'Accademia di Modena, abitava al 122 di via Jacopo Barozzi, non lontano dal centro. Quando è stato ritrovato, sotto il letto (forse sospintovi proprio dagli assassini, quand’era ancora in agonia), aveva una profonda ferita alla testa, provocata probabilmente con qualche oggetto contundente, e diverse lesioni d’arma da taglio, alcune profonde e mortali. Sei in tutto, di cui tre indirizzate verso il cuore. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Enrico Stefani, si concentra in particolare sulla vita privata dell’uomo. La polizia scientifica ha repertato impronte digitali all'interno dell'appartamento.

Sono stati i colleghi dell' Accademia, dopo due giorni che non lo vedevano arrivare al lavoro, e non ricevendo risposta alle telefonate, a dare l'allarme. Poi, una volta fatta irruzione nell’appartamento, la tragica scoperta.  

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