Cronaca

Due rapine riuscite, una fallita: condannato a 6 anni

Alessio Spedicato di Arnesano è ritenuto uno dei due autori di una serie di colpi a gennaio 2010 fra Lecce e dintorni. Condanna per autocalunnia per un altro giovane di Salice, accusatosi da solo

Gli indumenti e i caschi sequestrati dopo le rapine.

LECCE - Sei anni di reclusione per due rapine riuscite e una tentata. E' la condanna inflitta dai giudici della seconda sezione penale ai danni di Alessio Spedicato, 26enne di Arnesano. Stralciata la posizione del suo presunto complice, Ronard Ziu, albanese 19enne, che sarà processato in sede separata, nel corso della stessa udienza è però arrivata un'altra condanna, questa volta a carico di un giovane di Salice Salentino, Alessandro Arnesano, anch'egli 26enne.

La vicenda è curiosa, perché quest'ultimo, il giorno dopo l'arresto di Spedicato e dell'altro ragazzo, si recò presso la caserma dei carabinieri di Monteroni, autoaccusandosi dei due colpi riusciti. Ma i giudici non gli hanno creduto. Così, dovrà scontare dieci mesi per autocalunnia. Entrambe le condanne sono comunque meno severe, rispetto a quanto richiesto dal pubblico ministero, Giuseppe Capoccia, che aveva invocato ben otto anni per Spedicato e un anno e sei mesi per Arnesano.

Fu una vera e propria caccia all'uomo, quella scatenata dai carabinieri, la sera del 29 gennaio del 2010, per acciuffare a due malviventi a dir poco scatenati. Il cerchio fu stretto fra Monteroni e Arnesano. Spedicato e il giovane albanese furono accusati di rapina a mano armata in concorso. I tre colpi, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, in punti diversi del circondario del capoluogo: Villa Convento, Lecce e San Cesario.

Intorno alle 18,15, l'assalto alla farmacia "Guarrera" di Villa Convento, frazione di Lecce. Una persona con casco nero tenne il farmacista sotto tiro con un fucile a canne mozze e si fece consegnare l'intero registratore di cassa. Dentro, circa mille euro. Fuggì poi piedi, atteso presumibilmente da un complice, a bordo di uno scooter (non fu però visto, nell'occasione). Il secondo colpo, alle 19,25, ai danni di una rivendita di tabacchi, in via Diaz, a Lecce. In quel caso, due persone, con casco da motociclista, una delle quali armata sempre di fucile a canne mozze, si fecero consegnare l'incasso. Pochi spiccioli, però. Appena 80 euro. Più tre stecche di sigarette "Marlboro". Poi, fuggirono in scooter. I carabinieri erano già stati attivati dalla prima rapina. Per modus operandi, e per l'abbigliamento di uno dei due, si capì subito che molto probabilmente si trattava delle stesse persone.

Alle 20 il terzo colpo, fallito, però. Ad essere preso di mira, il supermercato "Penny Market" di San Cesario di Lecce. Un'autovettura, forse scambiata dai rapinatori per quella delle forze dell'ordine, potrebbe aver obbligato i malviventi alla fuga. I due, infatti, dopo aver fatto irruzione travisati dai soliti caschi e con il consueto fucile a canne mozze, puntandolo verso il viso di una cassiera, scapparono quasi subito, senza riuscire a farsi aprire la cassa, nonostante più tentativi. Questo perché uno dei rapinatori, rimasto davanti alla porta d'ingresso, invitò il complice a scappare al più presto.

Dopo il terzo assalto, i controlli dei carabinieri si fecero ancora più fitti e dieci minuti dopo i fatti di San Cesario, i due furono intercettati a Monteroni di Lecce, nella zona 167. Individuati da una pattuglia, ne nacque uno spericolato inseguimento, finito in zona Riesci, ad Arnesano. Lo scooter fu abbandonato nei pressi del cimitero, per tentare la fuga a piedi nelle campagne. Scattò una vasta battuta da parte dei vari reparti territoriali e speciali dei carabinieri, fatti convergere in zona. Durante le ricerche, i militari recuperarono i caschi e poco dopo rintracciano l'albanese, condotto negli uffici della stazione di Monteroni.


Lo scooter fu perlustrato da cima a fondo e da sotto la sella spuntarono le stecche di sigarette sottratte a Lecce. Spedicato, che peraltro, secondo gli inquirenti, aveva in uso quello scooter, fu sorpreso in casa. Il giovane si trovava in bagno, ancora sporco di fango, intento a lavarsi, quando i militari fecero irruzione. Il colpo di scena, il giorno successivo, quando il ragazzo di Salice, Alessandro Arnesano, s'incolpò delle due rapine riuscite. Ma per i giudici la sua versione non s'è rivelata attendibile. Spedicato era difeso dagli avvocati Luigi Rella e Angelo Daniele Vetrugno. Arnesano da un difensore d'ufficio, Ernesto Gargiulo.

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