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La sera dell'agguato teso ad Antonio Amin Afendi

La sera dell'agguato teso ad Antonio Amin Afendi

Due tentati omicidi nella guerra di mala, 25enne condannato a 20 anni

Emesso il verdetto nel processo abbreviato che vedeva imputato il 25enne di Casarano Giuseppe Moscara. Il giudice lo ha riconosciuto responsabile anche del reato di associazione mafiosa

CASARANO - Tentò di ammazzare Luigi Spennato, il 28 novembre del 2016, e poi Antonio Amin Afendi, il 25 ottobre del 2019, perché componenti del clan rivale: queste le accuse per le quali oggi il 25enne di Casarano Giuseppe Moscara, detto “Mozzarella”, è stato condannato a vent’anni di reclusione.

La sentenza è stata emessa dal giudice Michele Toriello, al termine del processo discusso col rito abbreviato, in linea alla richiesta dei pubblici ministeri Maria Vallefuoco e Massimiliano Carducci (titolari del fascicolo d’inchiesta), attribuendogli i due tentati omicidi e il reato di associazione mafiosa.

In particolare, il quadro emerso dalle indagini era quello di una guerra tra gruppi mafiosi, pronti a eliminare personaggi scomodi, proprio come Spennato e Afendi, considerati potenziali successori del boss assassinato, Augustino Potenza.

Stando all’accusa, il 25enne avrebbe fatto parte del sodalizio capeggiato da Tommaso Montedoro, poi diventato collaboratore di giustizia, attivo principalmente nel traffico e spaccio di stupefacenti a Casarano, Matino, Ruffano e Supersano, vicina a clan della Scu, in particolare dei fratelli Leo di Vernole e del brindisino Vito Di Emidio.

Si tratta del gruppo smantellato con l’operazione Diarchia, cui hanno fatto seguito il processo in abbreviato giunto a sentenza nel marzo del 2019 e nel quale hanno avuto un peso fondamentale le rivelazioni dello stesso Montedoro e poi quello d’appello nel novembre scorso.

Durante l’udienza preliminare nei riguardi di Moscara, su sollecitazione del difensore, l’avvocato Simone Viva, erano stati acquisiti proprio i verbali relativi alle dichiarazioni rilasciate da alcuni testimoni nel processo “Diarchia”, al termine del quale, in merito al tentato omicidio di Spennato, fu riconosciuta la responsabilità dei casaranesi Luca Del Genio, 28 anni, e Antonio Andrea Del Genio, 34, e fu esclusa quella del collaboratore di giustizia.

Il dispositivo, le cui motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, ha riconosciuto anche il risarcimento del danno a Spennato, il 42enne vivo per miracolo che si era costituito parte civile con l’avvocato Francesca Conte: 50mila euro di provvisionale, mentre il resto da quantificarsi e liquidarsi in separata sede.

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