Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Duplice omicidio, i presunti fiancheggiatori di Perrino non tornano in libertà

Il riesame ha rigettato l'appello presentato dai legali di Luigi Tasco, 45enne, e Franz Occhineri, 34enne. Sono accusati di favoreggiamento in duplice omicidio e soppressione di cadavere

LECCE – Il Tribunale del riesame ha rigettato l’appello presentato dai legali di Luigi Tasco, pluripregiudicato 45enne, e Franz Occhineri, 34enne originario di San Pietro Vernotico, due delle tre persone arrestate dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, per il duplice omicidio di Luca Greco e Massimiliano Marino, rispettivamente di 38 e 34 anni, scomparsi nel nulla lo scorso 10 marzo. I due, accusati di favoreggiamento in duplice omicidio e soppressione di cadavere, rimangono dunque nel carcere di Borgo San Nicola, dove si trovano reclusi dallo scorso 10 maggio.

Nessun ricorso, invece, per Mino Perrino, 38 anni, di Campi Salentina, ritenuto il presunto responsabile del duplice omicidio e della soppressione dei cadaveri dei due amici. Occhineri ha sempre respinto ogni accusa, spiegando che la domenica della scomparsa delle due vittime, si trovava a casa con mia moglie e i miei figli. Gli avvocati Antonio Savoia e Francesco Tobia Caputo, inoltre, hanno provato smantellare le dichiarazioni (fondamentali nelle indagini) di un teste, definendole inattendibili.

OCCHINERI FRANZ-2-2-2Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia e condotte dai militari dell’Arma della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Nicola Fasciano, e dai colleghi del nucleo investigativo, diretti dal comandante Biagio Marro, hanno fatto luce su un duplice assassinio consumato con estrema ferocia e lucidità. A scatenare tutta la serie di crudeltà e tragiche conseguenze, sarebbero stati i pesanti apprezzamenti, a sfondo sessuale, rivolti da Marino alla compagna di Perrino. Greco, vittima delle circostanze, era soltanto un testimone scomodo, oltre che l’ex cognato di Perrino. Quest’ultimo, inoltre, era forse a conoscenza dei dissapori Marino e Perrino.

TASCO LUIGI-2-2-2Il presunte omicida avrebbe attirato le due vittime con la scusa di un caffè, convincendoli poi a seguirlo in una campagna vicina, di sua proprietà, per un "chiarimento". Lì, il 38enne avrebbe esploso numerosi colpi di pistola, provocando la morte dei due. Un tranello ben architettato, nel quale è incappato, come detto, anche Greco, Attraverso l’ascolto di famigliari e conoscenti dei due scomparsi, l’analisi dei tabulati telefonici delle ore precedenti all’episodio, l’attenzione degli investigatori si è subito concentrata su Mino Perrino, e su un altro individuo, a causa dei frequenti contatti, sia dal vivo, sia al cellulare. L’ultimo dei quali avvenuto proprio in quel pomeriggio di marzo. Un’amicizia, quella fra Perrino e Marino, confermata dallo stesso testimone.

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