Cronaca

Duplice omicidio in Olanda di narcotrafficanti brasiliani, in tre scelgono l'abbreviato

Hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato i tre imputati coinvolti nell'omicidio di due narcotrafficanti brasiliani, assassinati il 22 febbraio 2002 in Olanda. Il mandante del duplice omicidio sarebbe l'ex boss della Scu Filippo Cerfeda, divenuto poi collaboratore di giustizia

Cocaina.

LECCE – Hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato i tre imputati coinvolti nell’omicidio dei due narcotrafficanti brasiliani Jose Paulo Davi e Paulo Roberto d'Avila Garrido, assassinati il 22 febbraio 2002 in Olanda, nei pressi di Utrecht, sull’autostrada A12 tra Woerden e Nieuwerbrug. Il mandante del duplice omicidio sarebbe l’ex boss della Sacra corona unita Filippo Cerfeda, divenuto nell’agosto del 2003 collaboratore di giustizia. I presunti autori materiali dell’esecuzione sarebbero, secondo l’accusa, Tiziano Greco, 43enne leccese, e Adriano Palazzo, 44enne di San Pietro Vernotico, divenuto a sua volta collaboratore di giustizia.

Sono stati proprio Palazzo e Cerfeda a ricostruire, con le loro dichiarazioni, i contorni di un duplice omicidio che sembra partorito dalla penna di un romanziere. C’è una partita di droga, 20 chili di cocaina purissima, che dal Sudamerica arrivano in Belgio, due narcotrafficanti brasiliani e il boss che, per non pagare il prezioso carico, ordina ai suoi uomini di ucciderli. Quella del 22 febbraio 2002 è notte di pioggia gelida nel cuore dei Paesi Bassi. Dall’Elegance, uno dei sex club più lussuosi di Amsterdam, Cerfeda chiama i suoi uomini per sapere 

se l’operazione è andata a buon fine. “Il bambino è nato”, è la laconica risposta al telefono, il messaggio stabilito per comunicare che i due brasiliani sono stati eleminati.

Palazzo, nelle sue deposizioni, ha dichiarato che a fare fuoco con una pistola calibro 7,65 sarebbe stato Greco. Lui era alla guida di una Fiat Punto quando, mezz'ora prima dell’arrivo ad Amsterdam, Greco avrebbe chiesto di fermarsi perché doveva espletare alcuni bisogni fisiologici. Il brasiliano, che era seduto accanto a lui, sarebbe sceso e Greco, che era seduto sul retro dell’autovettura, lo avrebbe seguito e avrebbe sparato. Poi, avrebbe fatto fuoco anche sul secondo uomo, che era ancora in macchina. Questa la versione di Palazzo, per conoscere quella di Greco, assistito dagli avvocati Gabriele e Giovanni Valentini, bisognerà attendere l’u

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dienza fissate per il 16 aprile dinanzi al gup Carlo Cazzella. Nella stessa data dovrebbero anche essere sentiti, in videoconferenza, Cerfeda e Palazzo.

Nello stesso procedimento il solo Cerfeda risponde anche del duplice omicidio di due cittadini slavi e del ferimento di un terzo, avvenuto all’interno di un locale ad Amsterdam nel settembre del 2002, per una “questione di donne”. L’ex primula della Sacra corona fu arrestato il 12 marzo 2003 dagli uomini della sezione catturandi della Squadra mobile di Lecce. Una lunga caccia all’uomo che portò gli investigatori sulle tracce del boss tra Sicilia, Grecia e Olanda. Il blitz scattò nel covo di Ridderkerk, un paesino a metà strada fra Amsterdam e Rotterdam. Pochi mesi dopo Cerfeda (nella fotto all'epoca dell'arresto)decise di collaborare con la giustizia, confessando numerosi omicidi, tra cui quello di Giuseppe Lezzi, alias “l’imperatore”, in un interrogatorio fiume avvenuto nel carcere romano di Rebibbia, il 6 agosto del 2003, riempiendo un block-notes di quasi 200 pagine.

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