Vigili del fuoco, il rientro dall'Albania nel ricordo delle vite spezzate

La Sezione operativa leccese, con il comandante Bennardo, è stata la prima a raggiungere i luoghi del sisma. Ha lavorato al triste recupero delle salme di una mamma e dei suoi figli abbracciati nel letto

Le macerie attraverso le quali hanno scavato i vigili del fuoco.

LECCE – La loro è stata la prima squadra italiana a raggiungere l’Albania colpita da un devastante sisma di magnitudo 6.5 che si è scatenato poco prima dell’alba del 26 novembre. Quella sera stessa, loro erano già lì. Ora, il gruppo dei vigili del fuoco di Lecce (il comandante Giuseppe Bennardo in testa, gli undici uomini della Sezione operativa e due autisti al seguito) è pronto a fare rientro. Il 29 novembre, erano già tornati gli operatori del Nucleo cinofilo, con i cani Yuma e Mickey al seguito.

In partenza da Durazzo, i vigli del fuoco salentini arriveranno nella prima mattinata di lunedì 2 dicembre al porto di Bari, dopo un duro e difficile lavoro nel corso del quale, purtroppo, si è dovuto fare i conti con l’amarezza di essersi trovati davanti a vite ormai spezzate.

Nella città portuale albanese, appena arrivata, la squadra è stata subito inviata al “cratere numero due”. Lì era crollata poche ore prima una palazzina. C’erano da cercare sei persone date per disperse: tre bambini, due donne e un uomo. Sulla base delle indicazioni fornite da alcuni testimoni, i vigili del fuoco salentini hanno cercato in alcuni punti precisi dove si pensava potessero trovarsi.

Ma le ricerche sono state tutt’altro che facili. Prima di tutto, perché a quella principale, sono seguite nelle ore successive altre scosse di assestamento, alcune anche piuttosto violente. E poi, perché i solai della palazzina si erano compattati, uno sopra l’altro. Per andare in profondità, i vigili del fuoco hanno dovuto bucare tutti gli strati formati dai cedimenti a catena. Nessun intervento è stato fatto a caso, spiegano gli esperti, ovvero scavando senza una strategia. Si sono seguite diverse fasi in base ai compiti assegnati: dai punti in cui aprire un varco, fino al materiale da portare via.

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Durante quella stessa e già impegnativa prima nottata, sono giunti sul posto, aviotrasportati su di un C130 militare partito dall’aeroporto di da Pisa, le squadre dei vigili del fuoco Usar (Urban search and rescue) di Toscana e Lazio. Si sono unite alla Sezione operativa leccese. Le operazioni di ricerca sono terminate ben 36 ore dopo, con il recupero dalle macerie di persone, ormai, senza più vita, tra cui due gemellini, un maschietto e una femminuccia di due anni, il loro fratellino di 6 anni, rinvenuti tutti nello stesso letto insieme alla mamma. Raccontano i testimoni che sembrava averli abbracciati, in un gesto estremo di protezione.

Le Sezioni operative hanno poi continuato nella ricerca e nel recupero dei dispersi e ulteriore personale dedicato alla logistica ha allestito in poche ore, nel porto commerciale di Durazzo, un campo base comprensivo di cucine da campo per ospitare 200 vigili del fuoco. Tanti comuni cittadini albanesi, provati dall’emergenza improvvisa, hanno manifestato apprezzamento per il supporto, affidando agli stessi vigili del fuoco la loro gratitudine verso l’Italia. Ieri, infine, il primo ministro Edi Rama ha incontrato personalmente il contingente italiano per ringraziarlo pubblicamente per il lavoro svolto a favore della popolazione albanese.

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