E ora sono tempi difficili per l'Università del Salento

Rischio di un innalzamento delle tasse per gli studenti che chiedono, invece, migliori servizi. Ed Il "caso" Scienze della Comunicazione in chiusura. Appello da parte del preside uscente Pellegrino

Foto di repertorio-2
Università del Salento in crisi? Non si può dirlo. Di certo, le ultime vicende ne evidenziano qualche seria difficoltà. Tempi difficili, quindi. Prima la presunta stangata sulle tasse universitarie, emersa da un documento riservato, a firma del delegato del rettore agli studi di settore, Paolo Cucurachi, in cui si parla di "tasse immotivatamente basse" nell'Ateneo Salentino, ha messo sul piede di guerra gli studenti. Questi ultimi, da parte loro sottolineano che più che alzare le tasse, servirebbe migliorare i servizi. Lo studio riservato del delegato del rettore Cucurachi prende in esame i meccanismi di tassazione, presenti nelle varie sedi universitarie italiane, sottolineando come nel Salento sia "necessario un aumento della contribuzione studentesca che risulta in modo immotivato inferiore rispetto a quella degli altri atenei".

Ma i distinguo arrivano persino dalla squadra che coadiuva il rettore, Domenico Laforgia. Di certo, gli studenti non hanno intenzioni di pagare un surplus, senza vederne l'effettivo corrispettivo in servizi qualitativamente migliori. Poi c'è il caso di Scienze della Comunicazione, il corso di laurea a rischio di chiusura, dove c'è un cambio della guardia alla presidenza: Paolo Pellegrino, che dopo la pubblicazione di un manifesto per sensibilizzare le istituzioni locali sui problemi del corso, ha passato la presidenza ad Angelo Semeraro, già presidente del corso prima del triennio di presidenza Pellegrino. Semeraro si deve confrontare con una realtà in profonda crisi e pronta ad essere assorbita come indirizzo da Filosofia.
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Paradossale se solo si pensa che, nell'era della plurinformazione e della multimedialità, il settore messo in scacco sembra proprio quello dei futuri "gestori della comunicazione". Un compito arduo, insomma, a cui con disponibilità Semeraro si presta, ben conscio che il suo è quasi un "mandato esplorativo" tra le istituzioni, alla ricerca di un disperato rilancio. Sempre meglio, però, un mandato esplorativo con poche speranze, che una missione impossibile. Semeraro pensa ad una nuova fusione con altri corsi in difficoltà, senza snaturare l'essenza degli stessi e verificandone le affinità disciplinari. Un sostegno reciproco, insomma, per trovare la propria autonomia. Il manifesto del presidente uscente Paolo Pellegrino intanto raccoglie le adesioni dei maggiori esponenti della politica locale e del mondo della cultura e dell'impresa.

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