Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Ecosistemi ipogei nella grotta di Sant’Isidoro": la battaglia contro il resort

Il Comitato, che si batte per la salvaguardia degli ulivi nella zona Sarparea, ha diffuso notizie in merito all'esistenza di organismi ipogei nel laghetto della grotta

Nardò – Contro il progetto del resort Sarparea – 70 unità immobiliari destinate al turismo di lusso in una zona di alto pregio naturalistico – continua l’opposizione intransigente, ed informata, del comitato cittadino “Salviamo la Sarparea”, coordinato dall’avvocato Stefania Ronzino, che ha raccolto adesioni trasversali nel mondo della politica, dei movimenti civici ed ecologici e della popolazione neretina.

L’investimento è ancora su carta ed ha superato i diversi step autorizzativi, ma la battaglia in difesa dell’area boschiva sembra appena cominciata. Non convince il progetto residenziale che vorrebbe incastonare la struttura ricettiva tra gli ulivi secolari del litorale ionico tra Sant’Isidoro e Porto Selvaggio. E per portare avanti la propria tesi, il Comitato sta diffondendo, con cadenza quasi giornaliera, informazioni relative a presunti vincoli paesaggistici che interessano il bosco monumentale, ultimo tratto dell'antica foresta oritana. 

Tra questi vi sarebbero i delicati sistemi ipogei. Si tratta di tematiche probabilmente sconosciute ai più, oggetto di anni di studi da parte di esperti che meritano di essere divulgati.

È di pochi anni fa, spiegano gli esponenti del comitato, un'importante scoperta biospeleologica nella grotta di Sant'Isidoro, censita al catasto delle grotte pugliesi. I ricercatori neretini Salvatore Inguscio ed Emanuela Rossi, studiosi di fama internazionale appartenenti al laboratorio ipogeo salentino di biospeleologia “Sandro Ruffo”, hanno più volte esplorato la grotta conseguendo risultati molto interessanti.

All’interno, come si verifica spesso in questo genere di cavità carsiche localmente note come “spundurate”, vi è un laghetto in cui hanno rinvenuto organismi endemici della Puglia, adattati all’ambiente ipogeo.

Inoltre è stata scoperta la presenza di un altro organismo ipogeo molto raro, un piccolo crostaceo noto con il nome scientifico di Salentinella gracillima. Nella pubblicazione che accompagna queste scoperte, significativo è il passaggio in cui si legge che “la cavità non è l’unico elemento d’interesse dell’area”.

“Nel campo subito a NW, infatti, caratterizzato dalla presenza di ulivi secolari, si aprono altri piccoli sprofondamenti, alcuni dei quali si allineano secondo la direttrice N 100. Un’attenta analisi della zona porterebbe probabilmente alla scoperta di ulteriori cavità”.

La grotta di Sant’Isidoro, con la sua ricchezza di fauna troglobia ed endemica pugliese, acquista quindi un posto di notevole interesse nel panorama carsico regionale e, tenendo conto che nella stessa non sono mai state segnalate specie troglofile né troglossene, presenta il massimo indice di specializzazione di questa comunità cavernicola.

“Questa scoperta ci permette di fare un’ulteriore riflessione, dunque, sull’importanza dell’area della Sarparea non solo per i preziosi monumentali ulivi, ma anche per i delicati ecosistemi ipogei”, conclude la nota del Comitato.

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