Educatrice di asilo sospesa per un mese: verifiche sui metodi adottati

Il provvedimento dell'ufficio Personale di Palazzo Carafa dopo l'intervento del settore Welfare. In corso verifiche su eventuali maltrattamenti

La sede del Comune.

LECCE – Una educatrice di un asilo nido comunale leccese è stata sospesa per un mese. La sanzione è stata applicata dal settore Personale di Palazzo Carafa dopo le verifiche e la segnalazione dell’ufficio Welfare, Casa e Pubblica Istruzione.

Alla base del provvedimento, adottato già da una paio di settimane almeno, alcune condotte ritenute scorrette per la cura dei bambini: gli approfondimenti per comprendere se si sia trattato di atti poco ortodossi o di maltrattamenti, sono ancora in corso,  ma il dato certo è che, su sollecitazione interna una responsabile amministrativa del Comune è intervenuta nella struttura e ha poi relazionato alla propria dirigente, chiedendo l’adozione della sospensione.

Il resoconto è stato anche trasmesso alla polizia locale. Il settore Welfare del Comune svolge periodicamente controlli su autorizzazioni, requisiti e attività tanto negli asili pubblici e privati che nelle ludoteche.

L’episodio, i cui contorni sono tutti ancora da stabilire, ha scatenato la reazione del centrodestra cittadino che insiste sull’installazione di telecamere. I tre segretari cittadini di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – Cristian Sturdà, Mario Spagnolo e Antonio Mazzotta – si spingono a chiedere le dimissioni del sindaco Salvemini: “Come tre segretari cittadini dei principali partiti del centrodestra promettiamo solennemente che il primo provvedimento che la futura amministrazione a guida centrodestra farà, rivolto all'introduzione delle telecamere negli asili e nelle strutture sociosanitarie, perché la sicurezza dei nostri bambini, anziani e diversamente abili viene prima di tutto” hanno assicurato. Il centrodestra però le sue occasioni per un atto di indirizzo per l’installazione delle telecamere le ha avute a lungo: tra novembre del 2014 e novembre del 2015 la mozione fu iscritta undici volte all’ordine del giorno, discussa solo l’ultima e comunque mai votata.

Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri Andrea Guido e Federica De Benedetto: “Salvemini e compagni – ha commentato il primo - ora dovrebbero chiedere scusa a tutti, ai genitori dei piccini in primis. Lo faranno? Tutto ciò avrebbero potuto evitarlo - e lo sanno bene - semplicemente appoggiando un provvedimento sensato, giusto, equo ed equilibrato.

L’amministrazione Salvemini, durante i due consigli comunali in cui si è discusso della proposta, ha precisato che non ci può essere alcun sviluppo concreto se prima non ci sarà un provvedimento di legge nazionale o regionale entrato in vigore: al momento una norma è ferma tra Camera e Senato.

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