Emergenza carceri: quinto tentativo di suicidio a Lecce in due settimane

Quinto tentativo di suicidio in meno di due settimane nel carcere di Lecce. A denunciare questo ennesimo episodio è il Coordinamento sindacale penitenziario, che pone l'accento sul sovraffollamento all'interno degli istituti di pena e le carenze di organico

LECCE – Quinto tentativo di suicidio in meno di due settimane nel carcere di Lecce. A denunciare questo ennesimo episodio è il Coordinamento sindacale penitenziario che rileva come, ancora una volta, il tentativo di suicidio sia stato sventato dalla polizia penitenziaria. Protagonista di questo nuovo dramma carcerario un cittadino extracomunitario di soli 22 anni, condannato per reati contro la persona e il patrimonio, in attesa dell’appello.

Il 22enne, fine pena prevista per il 2018, lo scorso 29 aprile ha cercato di impiccarsi nella cella in cui è recluso, legando delle lenzuola alla branda. “Siamo all’ennesimo gesto di autolesionismo che lascia tutti sconcertati – commenta Domenico Mastrulli, segretario generale del Cosp –. Solo il pronto intervento e la professionalità della polizia penitenziaria, nonostante l’organico ridotto e i turni di servizio massacranti, sono riusciti a salvare l’ennesima vita umana, offrendo supporto e aiuto ai detenuti”.

Alla base del tentativo di suicidio (di un soggetto sottoposto a cure psichiatriche), vi sarebbe stata la volontà di allontanarsi dal carcere di Lecce con un permesso, per motivi sconosciuti. La polizia penitenziaria deve quotidianamente fare i conti con le minacce e le aggressioni verbali dei detenuti. In un caso gli agenti hanno trovato, nascosta all’interno di una cella, una barra di ferro di 50 centimetri circa, divelta sicuramente da una branda. Una situazione esplosiva, in cui la polizia penitenziaria deve fare i conti con il sovraffollamento e un organico insufficiente. Nei giorni scorsi nel carcere di Lecce ci fu una rissa tra detenuti nella quale rimasero feriti ben dieci agenti. Per questo il Cosp chiede immediate ispezioni all’interno delle carceri da parte di chi è deputato ai controlli.

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Le carceri italiane sono le più sovraffollate d’Europa, dopo la Serbia: a denunciarlo, ancora una volta, è il Consiglio d’Europa, l’organismo di Strasburgo che sovrintende alla difesa dei diritti umani. 

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