Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

ennesima morte bianca: muratore resta folgorato

Il fatto intorno alle 15 in un villino sulla Frigole-Torre Chianca. A perdere la vita Adriano Carluccio, di 43 anni. Inutili i soccorsi del 118. Solo due giorni fa due decessi a Otranto e Leverano

Ancora una "morte bianca" in provincia di Lecce, dopo i due decessi che si sono verificati in un cantiere edile di Otranto e nelle campagne di Leverano appena due giorni fa. Un muratore è rimasto folgorato intorno alle 15 di oggi mentre stava lavorando in una villetta in costruzione sulla litoranea Frigole-Torre Chianca, marine che sorgono a pochi chilometri da Lecce. Avvisati da un collega di lavoro, sul posto si sono immediatamente recati gli operatori del 118, che hanno tentato di rianimarlo. Purtroppo non c'è stato nulla da fare: troppo potente la scarica ricevuta.

La vittima si chiamava Adriano Carluccio, aveva 43 anni, separato dalla moglie e padre di figli, abitava nelle vicinanze della zona, a Borgo Piave, in cui è avvenuto l'episodio, che porterà senz'altro nuove, animate discussioni, considerata anche la contiguità temporale con gli altri fatti avvenuti in tutta la Puglia. Carluccio, con un collega, stava lavorando all'intonacazione di una villetta di amici che sorge lungo la via. I due uomini avevano praticamente terminato la loro giornata di lavoro e si stavano apprestando a raccogliere gli attrezzi, quando, per un caso particolarmente sfortunato, è avvenuta la tragedia. I due operai avevano infatti gettato acqua all'interno di una betoniera in movimento usata per preparare la malta, per pulirla dalle incrostazioni che altrimenti si sarebbero formate, quando Carluccio vi ha posto sopra le mani.


La betoniera era alimentata da una presa a 220 volt e non da una trifase, e questo è stato all'origine della disgrazia. La trifase avrebbe infatti consentito l'entrata in funzione del dispositivo salvavita; la presa a 220 volt, invece, ha provocato l'incidente, proprio attraverso la conduzione dell'acqua, che ha raddoppiato l'intensità della scossa. Carluccio è rimasto letteralmente incollato all'attrezzo meccanico ed il collega, a rischio della sua stessa vita, ha cercato di sottrarlo alla morte mettendogli le mani sulle spalle, per poi levarle subito dopo quando s'è reso conto che la scossa elettrica, propagandosi su di lui, lo avrebbe in pochi istanti condotto alla stessa sorte. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i carabinieri della stazione di Santa Rosa, quartiere di Lecce, che stanno ricostruendo la dinamica, e gli ispettori del magistrato di turno.

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