Ennesimo furto in una villetta: occhio ai ladri che si aggirano nelle marine leccesi

Ieri sera smontati rubinetti d'ottone e tubi di rame da una villetta di Spiaggianella. Un caso che segue di pochi giorni in un altro furto in abitazione a Torre Chianca e una rapina in un bar di Frigole. Per non dimenticare le auto rubate trovate bruciate in zona

Scorcio di San Cataldo.

LECCE – Occhio ai ladri che si aggirano nelle marine del capoluogo. In questo periodo sembra che stia salendo l’attenzione per le villette estive. E non solo. Già, proprio poco prima della bella stagione.

E questo, probabilmente, un po’ perché qualcuno già inizia lentamente a traslocare qualche oggetto come televisori ed elettrodomestici verso le località di mare, dove trascorre magari per ora i week-end finalmente assolati in attesa che esploda il caldo vero e proprio, e un po’ anche per via dei lavori di ristrutturazione, con cantieri che fanno gola ai predoni di “oro rosso” e metalli in genere.

Ecco, allora, che proprio questi ultimi hanno fatto razzie ierie sera in una villetta di Spiaggiabella, in via dell’Istrice, cioè in una zona di campagna piuttosto lontana dalla litoranea, quasi al confine da un lato con un’altra marina, quella di Torre Chianca, dall'altro con il Bosco di Rauccio. I ladri hanno smontato in questo caso cinque rubinetti in ottone e un tubo di rame. Più il danno provocato per i proprietari, che hanno sporto denuncia in questura, di quanto effettivamente riusciranno a ricavarne.

E che vi sia un picco, lo suggeriscono le cronache di questo periodo. Qualche giorno addietro i ladri hanno smontato una grata e rubato vari oggetti, fra cui preziosi in oro, in un’abitazione di Torre Chianca, in via del Pesco. Quello stesso giorno, a Frigole, e solo poche ore dopo il primo episodio, s’è verificata anche una rapina nel bar “One Coffee” messa a segno da un uomo e una donna che poi hanno bruciato l’auto usata per la fuga nei dintorni di Surbo.

L’intera zona della litoranea, peraltro, difficile da controllare per l’estensione fra campagne, macchia mediterranea e infinite strade che corrono seguendo la linea del mare per svolta improvvisamente in un entroterra di notte buio come la pece, è anche passaggio privilegiato di bande dedite alle spaccate.

Non di rado sono state trovate autovetture bruciate, usate dopo i colpi. L’ultima, una Lancia Delta, nel Bosco di Rauccio, il 12 aprile, seguita qualche settimana prima da una serie di altri veicoli, sempre rubati, scovati nei pressi di una masseria in disuso in località Spiggiabella. Insomma, cittadini avvisati: occhi puntati sui movimenti sospetti.

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A non sfuggire a questa regola sono anche impianti fotovoltaici. Risale alla fine di marzo un maxi-colpo di 350 pannelli lungo la provinciale fra Lecce e San Cataldo. E ovviamente, si sta parlando soltanto di ciò che è emerso nelle cronache, perché i casi mai emersi pubblicamente potrebbero essere di più.

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