Eredità contesa, la sentenza su Giangrande: “Testamento falso. Condannato a 4 anni”

Emesso oggi il verdetto nei riguardi del 70enne di Trepuzzi accusato di essersi attribuito illegittimamente due immobili e una masseria dello zio. Disposto anche il risarcimento del danno ai quattro fratelli

TREPUZZI - L’eredità aveva scatenato una vera e propria guerra familiare, una guerra che è terminata oggi in un’aula di tribunale con una condanna a quattro anni di reclusione per Enrico Giangrande, 70 anni, di Trepuzzi. Il testamento datato 1946 attraverso il quale uno zio avrebbe lasciato all’imputato due immobili e una masseria era falso. E’ questa la conclusione alla quale è giunto il giudice della seconda sezione penale Valeria Fedele che ha assolto il 70enne solo per il reato di turbativa violenta del possesso di cose immobili, riconoscendo la sua responsabilità per tutti gli altri reati mossi dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero (oggi procuratore aggiunto) Elsa Valeria Mignone: falsità in testamento olografo, falsità ideologica e materiale, truffa e calunnia. Calunnia perché Giangrande avrebbe accusato i fratelli di aver fatto loro sostituire le serrature delle proprietà.

La sentenza prevede anche il risarcimento del danno in separata sede ai quattro fratelli che si erano costituiti parte civile con gli avvocati Ester Nemola e Stefano De Francesco.

L’imputato è già pronto a fare ricorso in appello, non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni) attraverso l’avvocato Silvio Verri, in considerazione di una consulenza grafologica svolta da un professionista di Roma che sostiene la genuinità del testamento “incriminato”.

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