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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca Tricase

Eroina e coca nell’auto, e l’“erba” in un casco da moto: patteggia e lascia il carcere

Ha concordato 4 anni e 2 mesi, il 42enne di Tricase arrestato il 9 dicembre scorso dagli agenti delle volanti. Ora è ai domiciliari col braccialetto elettronico

TRICASE - Rischiava una condanna decisamente più alta, ma alla fine è riuscito a patteggiare quattro anni e due mesi di reclusione e a lasciare il carcere di Borgo San Nicola, dove era finito lo scorso 9 dicembre, dopo che gli agenti delle volanti della Questura di Lecce avevano rinvenuto nell’auto, sulla quale viaggiava, 228 grammi di eroina, 395 grammi di cocaina e uno sfollagente in ferro, e in casa, circa 340 grammi di marijuana e prodotti esplodenti. 
Attraverso l’avvocato difensore Dario Paiano, nei giorni scorsi Donato D’Amico, 42enne domiciliato a Marina Serra di Tricase, su parere favorevole del pubblico ministero Alessandro Prontera, ha concordato la pena con la giudice Laura Liguori, e ha ottenuto i domiciliari col braccialetto elettronico.
Era rimasto l’unico imputato nel procedimento che, inizialmente, vide coinvolta anche la compagna che si trovava con lui nella vettura controllata dai poliziotti. A scagionare la donna, fu lo stesso D’Amico in sede di interrogatorio di convalida (qui, la notizia).
In particolare, durante la perquisizione, gli agenti trovarono un sacchetto con 26,7 grammi di cocaina, nascosto negli slip del 42enne, mentre in un borsello sotto al sedile posteriore del lato guida della vettura, una Alfa Romeo 147, tre sacchetti con ulteriori 368,7 grammi della stessa sostanza, e altri tre sacchetti con 228 grammi di eroina.
Nell’abitazione dell’uomo, infine, da un casco da motociclista, che si trovava su un mobile della cucina, spuntarono sei confezioni con complessivi 339, 534 grammi di marijuana, e in un armadio, nella camera da letto, 25 petardi.
In considerazione dell’evidenza della prova, D'Amico era stato mandato a processo, senza il passaggio intermedio dell’udienza preliminare, ma ricevuto il decreto (di giudizio immediato) ha chiesto e ottenuto, tramite il suo legale, di chiudere la vicenda col rito speciale.


 

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