Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Erosione costiera, non esiste una soluzione. Si punta sulla capacità di adattamento

All'ex Convitto Palmieri un convegno organizzato dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici. Il presidente dell'istituto, Antonio Navarra, e i rappresentanti istituzionali hanno fatto un bilancio: "Esistono diverse opzioni"

roca, marina di Melendugno.

LECCE – Una soluzione unica contro il fenomeno dell’erosione costiera non c’è. Esistono diverse opzioni possibili e se la scienza può fare molto per contenere e prevenire le conseguenze, è altrettanto vero che le istituzioni devono muoversi con tempestività nell’organizzazione delle risposte alle emergenze e nella capacità di reperire le risorse economiche necessarie tanto per gli interventi urgenti e puntuali quanto per la programmazione di quelli a medio lungo termine.

Negli spazi dell’ex Convitto Palmieri studiosi, rappresentanti delle istituzioni, della ricerca e dell’imprenditoria, si sono ritrovati per due giorni a dialogare sul tema che tanto è ricorso nelle pagine della cronaca locale, date la sequela di ordinanze della capitaneria di porto che hanno imposto limiti alla balneazione e alla navigazione lungo ampi tratti del litorale roccioso del Salento, tra Melendugno e fino a Santa Maria di Leuca. Provvedimenti che hanno fatto scattare l’allarme tra gli operatori turistici ma che hanno anche posto pesanti interrogativi sulla sicurezza quotidiana nella fruizione di un patrimonio fondamentale per la cultura e anche per lo sviluppo del territorio.

Le misure categoricamente imposte dall’autorità militare, per quanto discusse e forse non sempre commisurate sul reale stato di degrado della costa, hanno avuto l’innegabile merito di chiamare le istituzioni alle loro responsabilità, a partire dalle amministrazioni comunali che ben conoscono i pericolo di alcuni tratti della costa di loro competenza e che quasi nulla hanno fatto in proposito, nemmeno rispondere alla sollecitazioni formali dalla capitaneria inviate nei mesi scorsi. Non è esente da responsabilità la Regione Puglia, che se da una parte ha avviato un pesante lavoro di riprogrammazione sull’intero territorio pugliese, dall’altro ha mancato di attivare quell’attività sanzionatoria, cioè il commissariamento, pur prevista in assenza di una redazione del Piano delle coste.

Come spesso accade l’emergenza ha interrotto l’inerzia politica e amministrativa, alcune ordinanze sono state ridefinite alla luce di sopralluoghi e valutazioni tecniche condotte con gli esperti dell’Autorità di bacino, ma resta intatto il problema principale: cosa fare contro un fenomeno così inesorabile come l’erosione. Maggiore sinergia, senza dubbio, condivisione della competenze – perché il problema è determinato da più fattori – e sostegno dell’opinione pubblica alla decisioni degli attori istituzionali. Queste le direttrici d’azione individuate nella due giorni di confronti, che poi sono riassumibili con un termine che nell’ambito della protezione civile e delle amministrazioni locali sta diventando di uso frequenze. La parolina “magica” è resilienza, ed esprime la capacità di adattamento ad un evento avverso senza peggiorare o modificare la qualità della vita o dell’ambiente in cui si vive.

incontro_conferenza 001-2Il bilancio dell’incontro è stato sintetizzato questa mattina in conferenza stampa da Antonio Navarra, presidente del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici che ha sede proprio a Lecce, dal sindaco del capoluogo, Paolo Perrone, dall’assessore all’Innovazione tecnologica, Alessandro Delli Noci, del direttore generale della Provincia di Lecce, Giovanni Refolo e dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone.

Proprio l’esponente del governo Vendola ha dichiarato: “La Regione ha dettato linee guida, indirizzi e criteri nel Piano regionale delle coste puntando a garantire il corretto equilibrio tra la salvaguardia degli aspetti ambientali e paesaggistici del litorale pugliese, la libera fruizione e lo sviluppo delle attività turistico ricreative. Ha fatto, inoltre, una rilevazione dei costi necessari per migliorare l’assetto del territorio e previsto delle risorse che il ministero dell’Ambiente si è già impegnato a cofinanziare. Per spingere sull’acceleratore, però, è importante che ciascun Comune, responsabilizzato dalla paternità del proprio lembo di terra, elabori uno specifico piano comunale delle coste. Non c’è più tempo da perdere: ogni ritardo è nocivo. Sono i Comuni che perimetrano le aree utilizzabili sulla base delle rilevazioni degli organi competenti. Sono i Comuni che scandiscono la possibilità di aprire nuove attività in un settore che è trainante per l’economia pugliese: il turismo”.

Alessandro Delli Noci ha ricordato che è stata presentata una richiesta di finanziamento ministeriale per un progetto di ricerca per sistemi di controllo dell’erosione costiera: “Sostengo da tempo che una città è smart solo se inserita in un territorio che sa programmare nel tempo. Per questo ritengo che sia indispensabile un’attività di lobby congiunta che faccia comprendere agli interlocutori di Roma come queste ricerche siano avvertite come prioritarie da tutti i soggetti interessati”. Secondo Refolo sarà tecnicamente molto impegnativa la predisposizione di misure adeguate contro l’impatto sulle coste sabbiose.

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