Escalation criminalità nel nord Salento. Questore: “Non un’unica regia, fatti slegati”

A seguito dell’ennesimo raid che, nelle ultime ore, ha danneggiato un’attività neppure ancora inaugurata, abbiamo contattato il capo della questura leccese. “Dopo i fatti di dicembre e gennaio, due mie ordinanze per controlli straordinari su Surbo e Cavallino”

Il questore di Lecce, Andrea Valentino.

CAVALLINO – Di male, in peggio. Il 2019 si è chiuso all’insegna di preoccupazioni e sconcerto per i commercianti e imprenditori di Cavallino e zone limitrofe. Ma il 2020 non sembra essere partito meglio: ha esordito come trainato dalla recrudescenza di episodi criminali. Raid incendiari, ordigni e pistolettate ai danni di attività commerciali del luogo. Tanto che lo scorso 13 gennaio, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e delle istituzioni, il prefetto di Lecce ha convocato un tavolo tecnico a porte chiuse, per cercare di analizzare la situazione.

Un momento di tregua, nel nord Salento, è stato rotto nei giorni della vigilia di Natale e Santo Stefano, quando sono saltati gli equilibri: tre attentati hanno infatti gettato ombre sulla luce dei giorni di festa. Il fuoco dei piromani ha colpito una una stazione di servizio lungo la statale 16,  nel territorio cavallinese e una vettura parcheggiata nella concessionaria di auto “Pezzuto Group”. La stessa rivendita di auto è stata poi presa di mira, pochi giorni dopo, il 9 gennaio: quando i malviventi hanno esploso una raffica di colpi di arma da fuoco contro la vetrata.  Ma non è tutto. Qualcuno ha anche piazzato, in quelle stesse ore, un ordigno rudimentale davanti all’ingresso di una pizzeria del luogo, devastandola.

La cittadina messapica, confinante con Lecce, inoltre, è balzata agli onori della cronache locali anche per un’altra notizia. Sempre nei primi giorni del mese scorso, i carabinieri della stazione locale hanno teso una trappola a due presunti estorsori: l’operazione è riuscita grazie a un commerciante del luogo che si è rivolto alle forze dell’ordine, per denunciare il racket subito.  Per il prefetto Maria Teresa Cucinotta, numero uno di via XXV Luglio, non era il caso di gridare all’emergenza. Per il prefetto del capoluogo salentino, quella sequenza di episodi andava letta, semmai, come una serie di fatti vicini temporalmente, ma non collegati fra loro”. Non sotto un’unica regia, insomma. Ma davanti all’ennesimo episodio, nella tarda serata di ieri, serpeggia più di un dubbio. Quanto accaduto in un bar neppure ancora inaugurato, va a sommarsi a un’escalation di fatti di cronaca che si sono susseguiti, tra dicembre e gennaio tra Cavallino e l’hinterland leccese. Ne abbiamo parlato con il questore del capoluogo salentino, Andrea Valentino.

Perché questa concentrazione di fatti di cronaca nei centri nell’hinterland leccese? Anche quella del Magliese, per esempio, è un’area ricca di imprese, concessionarie e attività commerciali, eppure non si registra una simile recrudescenza del fenomeno. Si può parlare di una organizzazione in azione nel nord Salento?

“Non posso darle una spiegazione precisa, ma probabilmente le risposte arriveranno da indagini condotte dai nostri reparti (sul raid incendiario delle ultime ore indaga infatti la squadra mobile della questura, ndr). Certamente i recenti accertamenti sugli episodi nell’hinterland leccese fanno riferimento a fenomeni collegati alla criminalità organizzata più che alla criminalità “comune”. Notiamo un certo fermento, questo sì, ma si tratta di episodi molto diversi tra loro. Si tratta di singoli e specifici fatti, non apparentemente collegati.  Saranno le attività investigative in corso poi a confermare o a smentire questa lettura. È vero che sono stati registrati diversi episodi nella zona di Cavallino, ma la strategia che è stata adottata, la tradizionale ricetta dell’intensificazione dei controlli, ha dato i suoi frutti: da gennaio, dopo il periodo caldo e il vertice in prefettura, abbiamo assistito a un momento tranquillo”.

Fatti dunque sganciati, senza una regia comune?

“Le indagini potrebbero smentirci, ma ultimamente nel Salento abbiamo assistito a fatti come incendi di auto e persino un ordigno fatto esplodere a Galatina, giorni fa, ai danni due imprenditori del luogo. La cittadina dell’entroterra salentino, per esempio, non ha alcun collegamento con Cavallino. Non è ascrivibile apparentemente a una questione di criminalità organizzata. E così come sula bomba piazzata a Galatina, gesto isolato, anche a Cavallino bisognerà capire se l'incendio al bar sia traducibile in una estorsione o se, magari, a ritorsioni di natura personale. Stiamo indagando e ci auguriamo la massima collaborazione da parte delle vittime”.

Dopo il susseguirsi di colpi di pistola e incendi dolosi, tra dicembre e gennaio, lei ha emesso due ordinanze…

“Con quei provvedimenti abbiamo intensificato i servizi straordinari. Risorse aggiuntive che sono giunte dal Reparto prevenzione crimine nel caso della questura, ma anche dal lavoro dell’Arma che, con la capillare presenza delle sue stazioni e compagnie sul territorio, ci fornisce un grande supporto. La prima ordinanza riguardava Cavallino, la seconda Surbo e hinterland. Due territori sui quali siamo molto concentrati. Ma i controlli che abbiamo intensificato nelle ultime settimane riguardano anche le aree di Castromediano e Merine. Tengo a sottolineare come la strategia della prevenzione dei reati non consenta mai di capire con certezza quanti episodi criminali siamo poi riusciti a scongiurare...”.

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