Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Esclusi da "Sanitaservice", torna la protesta sui tetti

In 50 non hanno firmato il contratto, a maggio, con la società in house della Asl di Lecce. Da questa mattina la protesta sul tetto del "Vito Fazzi" ma, secondo Usb, non tutti avrebbero diritto

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LECCE - Sono in tutto cinquanta gli addetti del settore pulizia, portierato e ausiliariato rimasti esclusi dagli elenchi del personale che la Asl di Lecce, a maggio, ha deciso di assumere all'interno della propria società in house, "Sanitaservice". E per vari motivi. Ora però, si sono riuniti in un comitato spontaneo e dopo la clamorosa occupazione dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce di questa mattina, promettono battaglia per ripristinare quello che sentono essere un diritto negato: l'assunzione nella società pubblica che ha rotto il vecchio sistema degli appalti alle ditte esterne, storicamente addette a queste mansioni per conto dell'azienda sanitaria locale. Hanno parlato direttamente con il nuovo responsabile dell'azienda sanitaria, Valdo Mellone che ha telefonato all'assessore regionale Tommaso Fiore, ottenendo solo la proroga per altri due mesi. Una risposta insoddisfacente, secondo i manifestanti.

Il gruppo è, però, decisamente eterogeneo e "il rischio di strumentalizzazioni della protesta - replica Gianni Palazzo del sindacato Usb - è dietro l'angolo". Questo perché, accanto alle nove persone escluse per una semplice questione di tempo (la decisione della Asl era di assumere tutto il personale assunto dalle ditte esterne entro il 31 maggio del 2009, e questi nove hanno iniziato a lavorare appena dieci giorni dopo), vi sono anche i dirigenti e gli ex coordinatori del servizio.

"Se la Asl ha commesso un errore non inserendo sin da subito quelle nove persone, per le quali poteva valere la clausola sociale visto, che avevano ben più di quattro mesi di anzianità di servizio - sottolinea Palazzo - lo stesso non si può dire per gli altri, poichè che la legge regionale 4 del 2010 che ha dato il via alle internalizzazioni in tutta la Regione Puglia, aveva escluso da subito i lavoratori al quarto e quinto livello professionale". Ma il problema non finisce qui. Rischiano di restare senza un'occupazione anche altri operatori, attualmente in servizio di alcune ditte che hanno mantenuto l'appalto anche dopo maggio, con il compito di pulire le aree comuni, vale a dire corridoi e androni. Queste imprese hanno assunto nuovo personale, con contratto a tempo determinato.

Una circolare della Asl di fine agosto, però, ha mandato tutti nel pallone: allo scadere dell'appalto, previsto per metà settembre, molti si troveranno senza un lavoro. Da qui, la richiesta di essere inseriti in "Sanitaservice", al pari degli altri. "Così, però, si rischia di far fallire l'intera Sanitaservice e di non far quadrare i conti", denuncia il sindacalista Usb che da tempo porta avanti un braccio di ferro con la Asl di Lecce, affinchè vengano affidate alla società in house anche le mansioni ora appaltate all'esterno."Praticamente, ci ritroviamo a pagare lo stesso servizio due volte - spiega Palazzo - quando la gestione delle aree comuni potrebbe essere affidata solo al personale di Sanitaservice, impiegando tutti con un orario full time".

Per Usb, le cose sono chiare: c'è posto solo per i nove esclusi "ingiustamente". Per tutti gli altri, le responsabilità ricadono sulle ditte esterne. Mentre i dirigenti ed ex coordinatori, semplicemente, non ne avrebbero diritto. Ma la lotta per le internalizzazioni, difficilmente si fermerà qui e si preannuncia un nuovo autunno di proteste. Quasi la replica di un film già visto nel 2010.

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