Escort & tangenti: ottanta conversazioni telefoniche per cercare di scagionare Frisullo

Nell'udienza preliminare, la difesa dell'ex vicepresidente regionale ha chiesto di trascrivere conversazioni in cui si evincerebbe che i fratelli Tarantini tra il 2008 e il 2009 versavano in crisi, da non poter pagare tangenti

 

BARI – I fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini? Senza soldi in tasca, praticamente impossibilitati a compiere persino la spesa per casa. E questo, nel periodo che volge dal luglio del 2008 fino al marzo 2009. Una situazione economica, per i due imprenditori, entrambi amministratori della Tecno Hospital, talmente fragile che, secondo l’avvocato Michele Laforgia, difensore dell’ex vicepresidente regionale, Sandro Frisullo, viene difficile credere che potessero versare tangenti a quest’ultimo.

Il dato, come riporta l’Ansa, sembrerebbe emergere da un’ottantina conversazioni telefoniche che la difesa di Frisullo ha chiesto al gup di Bari, Alessandra Piliego, di trascrivere, nel corso dell'udienza preliminare sull’inchiesta riguardante tangenti ed escort sul ramo sanitario, con presunti accreditamenti di alcune cliniche private presso la Regione Puglia.

Oltre all’ex esponente del Pd, sono coinvolti nel filone d’inchiesta anche l’ex direttore amministrativo dell’Asl di Lecce, Vincenzo Valente, e l’ex primario di neurochirurgia del “Vito Fazzi” Antonio Montinaro (ora in pensione). Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e millantato credito.

Potrebbero dunque emergere nuovi dettagli, dall’ascolto delle intercettazioni sulle utenze telefoniche di Frisullo. Dettagli che Laforgia ritiene possano andare a vantaggio del suo assistito. Sull’ex vicepresidente regionale, la procura barese ha già svolto controlli dei conti correnti (che hanno riguardato anche altri suoi parenti stretti), nel tentativo di scovare una traccia di 100mila euro, soldi ritenuti frutto di mazzette. L’avvocato Laforgia ha chiesto anche di trascrivere le telefonate riguardanti i rapporti tra Tarantini e altri esponenti politici, compresi alcuni di centrodestra.

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Secondo le accuse, Giampaolo Taratini avrebbe versato a Frisullo 12mila euro euro al mese per undici mesi, più 50mila euro in un'unica tranche, avrebbe acquistato anche capi d'abbigliamento, buoni benzina, procurato un'autovettura con autista, il servizio di pulizia settimanale di un appartamento e pagato infine anche le prestazioni sessuali di tre prostitute. 

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