Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli

Esenzione del ticket, una frode colossale: 523 indagati

Sta assumendo proporzioni vastissime l'inchiesta condotta dai finanzieri di Gallipoli in merito ad una frode al sistema sanitario. I denunciati dichiaravano redditi inferiori per non versare un cent

Maxi-frode al sistema sanitario nazionale, atto secondo. "Lei è esentato dal ticket?". E' la domanda che l'operatore sanitario rivolge al cittadino quando richiede una prestazione sanitaria alla Asl, dalle analisi presso un laboratorio convenzionato, ad una prestazione medica al pronto soccorso e via dicendo. La risposta che 523 persone hanno dato agli sportelli della Asl o presso i laboratori di analisi, tra cui imprenditori, impiegati statali, professionisti, è stata: "Certo che sono esentato". Nulla di più falso. E così, a seguito di una lunga e certosina indagine in materia di spesa sanitaria condotta dalla Compagnia della Guardia di finanza di Galliopoli comandata dal capitano Marco Damu, 523 persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribuna di Lecce per truffa ai danni dello Stato e falso ideologico in atto pubblico. L'inchiesta fa parte del filone che già ad ottobre del 2007 portò alla denuncia di 83 persone, tutte facoltose, che avevano truffato lo Stato auto certificando la propria fascia di reddito molto al di sotto di quella reale, usufruendo così dell'esenzione del ticket sempre per prestazioni sanitarie, tutti della zona tra Gallipoli e Matino (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4330).

Su 12mila ricette controllate dalle fiamme gialle tra gennaio e aprile 2007 presso un grosso laboratorio di analisi di Gallipoli, che è comunque estraneo ai fatti, i militari hanno appurato che 6mila richieste di prestazioni facevano riferimento all'esenzione del ticket per basso reddito. Tra queste,1600 sono risultate irregolari. E tra i comuni interessati ai controlli non vi è solo Gallipoli: i finanzieri hanno voluto vedere cosa accadeva in altri 29 comuni della provincia leccese, accertando poi che in tutti questi centri, nessuno escluso, c'era chi aveva certificato il falso pur di ottenere prestazioni sanitarie gratis, compresi un buon numero di turisti che si trovavano nel Salento per le vacanze. Infatti, i comuni interessati all'inchiesta fuori dalla Puglia sono addirittura dieci.

Con questa operazione della Guardia di finanza sarà possibile recuperare ticket non pagati per 40mila euro. Anche se la cifra a cui ammonta la truffa può sembrare modesta, in realtà non lo è. Il campione di certificazioni fasulle emesse dagli utenti nel solo laboratorio di Gallipoli, si aggira intorno al 26 per cento. Ora, se questa percentuale venisse utilizzata come proiezione sulla base delle dichiarazioni false sottoscritte dai cittadini nel resto dei comuni controllati e per tutto l'arco temporale in cui si è svolta l'inchiesta, emerge che la truffa potrebbe aggirarsi intorno a 3 milioni 835mila euro. Eppure stiamo parlando di ticket la cui spesa, per prestazioni sanitarie minime, può variare da 10 euro a un massimo di 36 euro.

Nella provincia di Lecce ci sono 56 laboratori di analisi convenzionati con la Asl. Le prestazioni effettuate sono state 4 milioni 122 mila, per un importo complessivo dei ticket che è stato di "appena" 1.674.815, con una spesa a carico della sanità pubblica che si aggira intorno a 14 milioni 419 mila euro. Dati che la dicono lunga sull'atteggiamento di molti salentini quando si tratta di dover pagare il ticket: pur potendo permettersi la spesa per la prestazione sanitaria preferiscono fare i furbi, grazie anche ad una sorta di auto-convincimento galoppante: "Ma se dichiaro il falso proprio a me devono beccare?". Ebbene sì.

Ecco allora chi non paga: sono i cittadini di età inferiore a sei anni e di età superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo, riferito all'anno precedente, non superiore a 36.151,98 euro (ovvero desunti dall'ultima dichiarazione dei redditi presentata alla data dell'avvenuta prestazione sanitaria); i titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare che, nell'anno fiscale precedente (ovvero desunti dall'ultima ultima dichiarazione dei redditi presentata alla data dell'avvenuta prestazione sanitaria) abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 8.263,31 euro per nuclei di una sola persona, non superiore a 11.362,05 euro in presenza del coniuge, incrementato di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; sono pensionati al minimo coloro che percepiscono pensioni da lavoro per aver versato il numero minimo di contributi previdenziali previsto dalla normativa vigente, ovvero pensioni integrate al minimo Inps.

Ai fini dell'esenzione per reddito è necessario prendere in considerazione il reddito complessivo del nucleo familiare, riferito all'anno precedente, che è dato dalla somma dei redditi dei singoli membri del nucleo familiare. E per nucleo familiare deve intendersi quello rilevante ai fini fiscali (non anagrafici), costituito dall'interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari a carico. Per familiari a carico, infine, si intendono i familiari per i quali l'interessato gode di detrazioni fiscali (in quanto titolari di un reddito inferiore a 2.840,51 euro)

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