San Cataldo, naufraghi soccorsi da un elicottero dell’Aeronautica. Ma è una simulazione

La simulazione, destinata ai futuri piloti, è avvenuta nella mattinata di ieri sotto lo sguardo affascinato di centinaia di bagnanti. Il personale del 61esimo Stormo, ha impiegato gommoni e un elicottero A-139, per ricuperare i militari lanciatisi in mare

Una foto scattata durante l'esercitazione.

SAN CATALDO (Lecce) – Le prime manovre sono iniziate già dal primo mattino ma il clou della missione di soccorso e salvataggio in mare si è verificato intorno alle 11 sotto lo sguardo rapito di curiosi, bambini e appassionati radunatisi sulla battigia nella speranza di vedere gli uomini del 61° Stormo dell’Aeronautica Militare di Galatina in piena azione. E magari di farsi una foto insieme ai propri beniamini; cosa alla quale i piloti si sono prestati con grande simpatia, soprattutto nei confronti dei più piccini.

L’esercitazione rientra nell’addestramento degli allievi piloti, ad alcuni dei quali è stato affidato un elicottero “A139" dell'84esimo Centro Sar di Gioia del Colle con il compito d’individuare e ricuperare le finte vittime di un incidente aereo. Gli aero-soccorritori si sono lanciati dal velivolo, approssimatosi all’area segnalata dai fumogeni rossi, e hanno assistito i naufraghi durante tutta la fase del soccorso con il verricello. Altri uomini, invece, hanno simulato situazioni più gravi per le quali necessitava il trasporto a riva a bordo dei gommoni dell’aeronautica per ricevere assistenza medica a terra.

Si tratta di una fase importante, se non addirittura determinante, nella preparazione dei futuri piloti che, teoria a parte, hanno bisogno di testarsi sul campo durante le emergenze, compresa l’ipotetica eiezione da un aereo fuori controllo. Nelle acque adriatiche, però, ieri è stata valutata anche la capacità di adattamento dei militari a uno degli ambienti più ostili per l’uomo. A seguito di un lancio in mare aperto, infatti, occorre mantenere la calma e gestire al meglio le dotazioni dell’equipaggiamento quali sistemi di segnalazione, acqua potabile, viveri e, in modo particolare, la propria capacità di resistenza. Aspetto quest’ultimo che, spesso, fa la differenza tra la vita e la morte.

Nei ripetuti sorvoli a pelo d’acqua sono stati issati a bordo ben 13 militari in oltre un’ora di volo. L’intenso programma di addestramento prevede anche un’analoga esercitazione nelle acque di Lido Conchiglie.

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