Esplosione in fabbrica con due morti, in tre al banco degli imputati

Il 14 luglio, i fratelli Cosma risponderanno di duplice omicidio colposo nel processo che si discuterà col rito abbreviato. Lo ha deciso questa mattina il giudice Michele Toriello

Le macerie dopo l'esplosione

ARNESANO - Si aprirà il 14 luglio il processo sulla terribile esplosione nell'azienda pirotecnica avvenuta il 9 novembre del 2018, in contrada Palombaro ad Arnesano, nella quale persero la vita il 19enne Gabriele Cosma, e l’operaio Giovanni Rizzo, 41enne di Carmiano.

Al banco degli imputati per duplice omicidio colposo siederanno i fratelli Cosma di Monteroni, Dario Raffaele, (padre di Gabriele), di 50 anni, Gianluca e Andrea, entrambi di 45, che oggi (attraverso i loro avvocati Massimo Bellini e Francesca Conte) hanno chiesto e ottenuto dal gup Michele Toriello di essere giudicati col rito abbreviato. In aula, come parte civile, ci sarà la madre del ragazzo con l’avvocato Luigi Rella.

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Secondo le indagini svolte dal pubblico ministero Roberta Licci, col procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, sarebbero state commesse una serie di violazioni alla norme sulla sicurezza, come quelle volte a prevenire gli infortuni sul lavoro, tenendo adeguati corsi di formazione del personale e fornendo ai dipendenti i dispositivi di protezione individuale. Nella ditta, inoltre, si sarebbe svolta, senza alcuna autorizzazione e in un manufatto abusivo, attività di produzione di polvere pirica con una macchina di fattura artigianale. Proprio nell’utilizzare questo macchinario, azionato da un motore, collegato alla rete elettrica mediante una prolunga, installato in un ambiente adiacente, che morirono i due operai. L’ipotesi è che la deflagrazione sia avvenuta per autocombustione e, o per la presenza di fiamme libere.

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