Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

In cielo il razzo rosso “a paracadute”. Non è una richiesta di soccorso, ma una bravata

I militari della capitaneria di porto idruntina sono intervenuti, nella notte, per un falsa emergenza. In cielo, visibile da diversi metri, il fascio di luce utilizzato nella nautica per chiedere aiuto. Ad azionarlo, a Castro, potrebbe essere stata una comitiva di ragazzi

Un'immagine di Castro

CASTRO – Un raggio rosso. Lento, ma intenso. Non si trattava di uno spettacolo pirotecnico, bensì dell’esplosione di un razzo di emergenza, utilizzato nella nautica per segnalare le richieste di aiuto, ed esploso nei pressi di “Punta Macurune”, a Castro, una delle scogliere più suggestive e ripide del posto.

Gli uomini della capitaneria di Otranto si sono messi immediatamente in moto, per scoprire, poco dopo, che nessuna imabcazione in avaria si aggirava al largo del litorale adriatico. Il contesto, infatti, non era poi così allarmante, ma non per questo meno grave: una bravata organizzata quasi certamente da una comitiva di ragazzini. Alcuni testimoni, poco prima, avrebbero notato infatti un gruppo di giovani nelle vicinanze.

Forse  per concludere in bellezza un party estivo, hanno pensato che non ci sarebbe stato nulla di meglio di quelle piroette colorate provocate dal razzo, chiamato “a paracadute”, proprio perché dotato di un dispositivo per rallentare la caduta da un’altezza di decine e decine di metri, rendendo visibile più a lungo la richiesta di aiuto partita da una barca.

Un natante che, tuttavia, i militari idruntini, in collaborazione con il personale dell’Ufficio locale marittimo, non hanno mai intercettato dai radar. Semplicemente perché non esisteva. Nei dintorni della scogliera, vi erano quegli “avanzi” inequivocabili, lasciati dagli autori della bravata che, dovessero essere rintracciati e identificati, sarebbero inevitabilmente denunciati per procurato allarme.  

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