Usano gas per far saltare il postamat, ma vanno via a mani vuote

I ladri hanno forzato una finestra e si sono introdotti, ma a Specchia, la cassa dell'ufficio di via San Giovanni Bosco ha resistito. Sul posto per le indagini i carabinieri del Norm di Tricase

SPECCHIA –Il boato s’è udito nel cuore della notte, il danno c’è stato, ma il furto non è comunque riuscito. Il ritorno della banda dotata di gas per far saltare le casseforti di filiali bancarie e uffici postali non è conciso, questa volta, con un successo. Sono andati via a mani vuote, i ladri. Il forziere con il denaro ha resistito all’impatto e a quel punto non hanno potuto fare altro che svignarsela. Pochi minuti e avrebbero incrociato le prime pattuglie di carabinieri.

E’ successo a Specchia, il borgo dell’entroterra del Capo di Leuca noto per rientrare nella lista dei più belli d’Italia. Ma non erano certo turisti in vena di ammirare vicoli e palazzi, quelli che intorno alle 2,40 si sono introdotti nell’ufficio postale. Un edificio che sorge in pieno centro, nel punto più largo di via San Giovanni Bosco, a pochi metri dal Municipio. Una collocazione non proprio agevole per chi, dopo un colpo, deve trovare una rapida via di fuga, ma questo non ha provocato alcun timore nella banda.

Il loro obiettivo era il postamat, colpendolo da dentro la palazzina a due piani, per farlo fuoriuscire dal suo alloggiamento, verso l'esterno. Per questo, hanno forzato la grata di una finestra posta sul retro, si sono introdotti, hanno inserito il gas e atteso l’esplosione. Nulla, il postamat non è "saltato" come ci si aspettava. L’allarme ha fatto scattare sul posto i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Tricase e della stazione locale. Dei banditi, però, neanche a dirlo, nessuna traccia. Lesti come sono arrivati, così sono scomparsi.

I militari hanno acquisito i filmati di una videocamera. Questa immortala due soggetti, incappucciati e vestiti di scuro. Non molto altro. E di certo non dovevano essere soli. E’ probabile che fuori, in un luogo più riparato rispetto agli occhi elettronici, vi fossero i complici. Almeno un conducente al volante di un'auto di grossa ciliindrata (modello però difficile da distinguere) è un “palo”, si può supporre. Ma, appunto, è solo un’ipotesi.

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L’ultimo colpo di questo tipo risale al 18 novembre scorso. All’alba di quel giorno ignoti provocarono una forte esplosione nella sede della Banca nazionale del lavoro di via Leuca, nel rione Castromediano di Cavallino, posto esattamente sulla linea di confine con l’abitato di Lecce. Poi, il silenzio. Fino al fragore di questa notte, a Specchia. Dove il prossimo tentativo?

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