Cronaca

Assunzioni di figli e sindacalisti nell’istituto di vigilanza. L’esposto di Flaica Cub

La segreteria sindacale ha presentato denuncia presso il comando dei carabinieri segnalando presunte anomalie in Sveviapol sud: rappresentante della sicurezza non eletto, il suo ruolo svolto "impropriamente" da una guardia giurata già rappresentante sindacale aziendale

LECCE - Presunte assunzioni di figli di guardie giurate e di sindacalisti facenti capo ad altre sigle sindacali. La denuncia presentata al comando provinciale dei carabinieri dall’organizzazione Flaica Cub di Lecce fa riferimento a presunte irregolarità avvenute all’interno di Sveviapol Sud srl.

Materiale scottante che accende un faro sulle problematiche connesse alla sicurezza aziendale. “Si tratta di un tema che è sempre stato caro alla nostra segreteria sindacale – spiega il referente provinciale Giovanni Vita – che ha voluto assumere quel ruolo di garanzia e controllo implicito nelle funzioni sindacali”.

In premessa è bene ricordare alcune nozioni generali: la legge, infatti, obbliga le società ad informare adeguatamente ogni lavoratore sui rischi connessi alla propria attività, approntando un piano di sicurezza che costituisce la spina dorsale del sistema di prevenzione aziendale. Il decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008 ed il numero 106 del 3 agosto del 2009, nello specifico, attribuiscono quattro diritti ai dipendenti: il diritto all’informazione, alla formazione, alla partecipazione ed al controllo.

“Da queste norme – aggiunge Flaica Cub-  si intuisce quanta cura e interesse debba avere una società che svolge un servizio di prevenzione dei reati nella preparazione di un progetto di sicurezza aziendale. Primaria importanza assume, pertanto, il ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza cui viene affidato il compito di rendere noti i possibili pericoli sul luogo di lavoro”.

Tuttavia, all’interno di Sveviapol, mancherebbe tale rappresentante della sicurezza che non è ancora stato eletto dalle rappresentanze sindacali. Un vuoto che si farebbe sentire sin dal lontano luglio 2013: la stessa azienda, ricorda il sindacato, ha più volte sollecitato una rapida individuazione del dipendente interessato. Nel frattempo, però, questo ruolo sarebbe “illegittimamente rivestito, nel massimo riserbo, da Oreste Esposito, guardia particolare giurata della Sveviapol sud srl e già rappresentante sindacale aziendale, nonché consigliere regionale dell’organizzazione sindacale Ultucs”. Un’anomalia, secondo quanto segnalato da Flaica Cub,  “difforme al comma 8 dell’articolo 48 del decreto legislativo 81 del 2008 che sancisce come l’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sia incompatibile con altre funzioni sindacali operative”. 

Già un anno fa la stessa segreteria Flaica aveva denunciato allo Spesal di Lecce, organo deputato al controllo delle normative sulla prevenzione e sicurezza, la mancata individuazione di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Ma, ad oggi, sembra che nulla sia cambiato.

“Questa inadempienza ci riporta in mente  due  gravi episodi professionali – racconta Giovanni Vita- :  plichi di denaro sono stati dimenticati nel vano portavalori di un mezzo blindato Sveviapol sud, da parte dell’ equipaggio  composto dalla stessa guardia giurata, Oreste Esposito, che non è stato neppure sanzionato per l’accaduto”. A questo proposito il sindacalista rende noto come il resto del personale di vigilanza sia  “sottoposto, invece, ad un controllo coercitivo attuato mediante l’uso di strumenti d’investigazione privata e controlli satellitari che non lasciano molto spazio a giustificazioni o superficialità, redarguite severamente con sanzioni disciplinari, persino eccessive rispetto alle prerogative oggettive”.

Le segnalazioni, però, non finiscono qui. Il segretario Vita, nella suo esposto, parla di “assunzioni di figli di guardie giurate e sindacalisti facenti capo all’organizzazione Uiltucs presso la Securline service srl, azienda controllata e gestita dallo stesso management di Sveviapol sud srl, che aprono scenari a ipotesi di collusione e reciprocità nello scambio, tra ingerenze nelle sedi istituzionali e assunzioni”. “Un comportamento – prosegue il sindacalista - che, se accertato dagli organi ispettivi, può dar senso all’infedeltà del proprio mandato a chi riveste un ruolo attivo nelle parti sociali e conferma quel comportamento irrispettoso del territorio, delle istituzioni, delle altri parti sociali e di tutte le altre maestranze alle dipendenze dell’istituto di vigilanza”. 

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