Cronaca

Gasdotto Tap, la Lega contro i tumori: "La procura valuti l'impatto"

Presentato un esposto. La premessa è che nel Salento non ci sia più spazio per insediamenti potenzialmente inquinanti. Ma la società ha sempre ribadito la sostenibilità dell'opera

LECCE – La sezione provinciale di Lecce della Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt) ha presentato un esposto presso la Procura Generale della Repubblica sul progetto del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline).

Lilt, attraverso il suo responsabile scientifico, l’oncologo Giuseppe Serravezza, ha più volte preso posizione contro l’opera che dovrebbe trasportare in Europa il gas dell’Azerbaijan attraverso l’approdo di San Foca, sostenendo che il contesto sanitario del Salento non consente ulteriori insediamenti potenzialmente nocivi per la salute.

Ipotesi, questa, alla quale Tap ha sempre risposto con nettezza, ribadendo la sostenibilità ambientale e le migliori tecnologie per la sicurezza dell’opera e delle sue strutture accessorie. Ma la questione viene ora rilanciata da Lilt che si rivolge all’autorità giudiziaria.

Nell’esposto sono richiamati anche i dati presentati di recente dal Centro Ambiente e Salute (già Rete provinciale oncologica) che hanno attestato un’incidenza di alcune patologie tumorali (polmone e vescica, per esempio), oltre la media regionale e nazionale. Inoltre si fa riferimento anche a uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità che individua un cluster di 16 comuni della parte centrale del Salento nella quale si è verificata una casistica di neoplasie polmonari ben oltre il dato atteso.

Per la Lilt quindi “è scientificamente ormai acquisito che il 90 per cento dei casi di cancro è dovuto alla presenza nell’ambiente, inteso in senso lato, di fattori di rischio oncologico. E, pertanto, se nel Salento il cancro avanza e miete sempre più vittime, coinvolgendo anche fasce di età prima non toccate dalla malattia, ciò è un chiaro indizio di un ingravescente stato di sofferenza ambientale. Ciò obbliga moralmente tutte le Istituzioni alla massima sorveglianza sulle scelte di sviluppo economico e sugli effetti impattanti di ulteriori insediamenti industriali, che finirebbero per aggravare una situazione ormai insostenibile.

“In questo quadro – recita il comunicato stampa - si colloca l’esposto presentato. Si ritiene infatti che il progetto abbia importanti ricadute in senso negativo sull’ambiente e quindi sulla salute della popolazione. Si considerino in particolare le emissioni onshore e offshore, cioè le emissioni Prt ordinarie (terminale di ricezione, in agro di Melendugno), le emissioni di emergenza non routinarie (scarico di emergenza, rottura della condotta), i fumi esausti (delle macchine e delle navi), l'impianto non rimosso – i lunghi tunnel interrati – che rimarranno alla scadenza d'uso”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gasdotto Tap, la Lega contro i tumori: "La procura valuti l'impatto"

LeccePrima è in caricamento