Cronaca

Abitazione negata a una coppia gay, parte un esposto per fare chiarezza

Un'agenzia immobiliare prende posizione dopo il presunto caso di omofobia. E chiede accertamenti sul mediatore e sulla proprietà

CASARANO – Potrebbe avere un seguito la vicenda dei due giovani omosessuali, uno di Casarano di 32 anni, l’altro di Gallipoli di 28, che nei giorni scorsi si sono visti rifiutare all’ultimo momento l’affitto di un appartamento. E pensare che avevano anche versato un acconto di 300 euro (poi restituito), con il pretesto che la proprietà avrebbe preferito cedere la casa a una famiglia.

Sul caso, infatti, esiste un esposto, presentato questa mattina presso la tenenza della guardia di finanza di Casarano. Cioè, la città dove i due giovani intendono affittare un immobile. L’aspetto singolare, però, è che l’esposto in questione non parte da loro, per quanto abbiano avallato apertamente i contenuti (stando a quanto rappresentato nello stesso documento), ma da un agente immobiliare della zona che si è sentito ferito nell’orgoglio di fronte a un presunto caso di omofobia. E che ha deciso di prendere le distanze da un episodio che infanga la reputazione di un’intera categoria.

Cosa si ripropone l'esposto

Vladimiro Guida, titolare dell'omonima agenzia, intende così ora fare chiarezza su diversi punti della materia e richiamare i suoi colleghi a sollevare la testa di fronte a certi episodi spiazzanti, che non depongono bene verso una professione e, in genere, una provincia. Perché, in fin dei conti, gli agenti immobiliari, coloro che hanno a che fare ogni giorno con l’esigenza abitativa, sono metaforicamente specchio e carta da visita di un territorio e della sua capacità di accogliere.

Insomma, Guida ravvisa gli estremi per un possibile danno d’immagine. E non solo. Intende anche sollevare il velo, in seno a questo episodio, sulla pratica dell’esercizio sregolato della professione. Nell’esposto, che è prossimo a raggiungere anche Camera di commercio, Comune di Casarano e vari enti e associazioni del settore immobiliare, si chiede infatti espressamente di verificare se l’agente in questione, colui, cioè, che ha prima avviato, poi stroncato la trattativa di punto in bianco, abbia tutte le carte in regola. Ovvero, se sia titolato per svolgere l’attività. E, contestualmente, chiede di rintracciare i proprietari per verificare se sia vero che siano stati loro a negare l’affitto “preferendo una famiglia”. Dulcis in fundo, nell’esposto si chiede di esaminare anche la regolarità edilizia e urbanistica dell’immobile al centro di tutta questa vicenda.

Le motivazioni dell'agenzia

Dall'agenzia fanno sapere, in particolare, che "la motivazione per presentare un esposto risiedeva nella dubbia vicenda che vedeva impegnato un professionista dell'immobiliare. Proprio questo aspetto ha spinto l'agenzia a mettersi in contatto con i due per proporre un'azione comune volta proprio a far luce sulla vicenda che vedeva appunto infangata la categoria".

"Non era possibile - dicono ancora - che un professionista immobiliare potesse proferire tale motivazione per negare un contratto. Ed in effetti dopo aver convocato e discusso con la coppia la questione si è resa più chiara. Tanto chiara da chiedere appunto l'intervento delle istituzioni e delle associazioni. È inammissibile - fanno ancora sapere - come l'abusivismo minacci fortemente l'economia di questo territorio. Non accade solo nell'immobiliare ma anche nel turistico che vede il turismo nel Salento calato del 70 per cento proprio per via di improvvisazione, egoismo e abusivismo dilagante. Peggio ancora se questo abusivismo diventa omofobia. Non era tollerabile. Ci auguriamo che chi di dovere faccia il suo lavoro".

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