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Cronaca Porto Cesareo

Auto e caravan scorrazzano nelle aree protette. Legambiente presenta un esposto

Cartellonistica rimossa, dissuasori divelti, staccionate distrutte: in alcune zone di particolare pregio di Porto Cesareo e di Torre Lapillo arrivare fin sul mare è molto facile. A scapito di habitat delicati e in qualche caso anche pericolosi perché carsici

PORTO CESAREO – Con il corredo di un’ampia documentazione fotografica il circolo di Legambiente di Porto Cesareo ha presentato un esposto per segnalare una serie di abusi e di violazioni nel territorio comunale, già scenario di annose criticità quali l’abusivismo edilizio.

Sul versante meridionale della cittadina rivierasca il presidente, Luigi Massimiliano Aquaro, segnala la distruzione e la rimozione della cartellonistica della riserva regionale e della sbarra di accesso alla Penisola della Strea, parte integrante dell’area protetta: questo consente il continuo passaggio di auto e in genere veicoli a motore che distruggono habitat considerati prioritari.

Nella frazione di Torre Lapillo, in località Punta Saponara all’altezza dell’hotel Alba, è stata rimossa la staccionata che impedisce l’accesso in zona parco, lasciando di fatto libero accesso dei caravan fino alla scogliera e delle auto con carrello per il trasporto di natanti fino ad un molo ritenuto abusivo. Il punto in questione è nella zona C dell’area marina protetta.

A nord di Torre Lapillo, infine, in località Torre Castiglione, pur di raggiungere comodamente le calette dell’area marina protetta e della riserva regionale (Palude del Conte e Duna Costiera), sono stati divelti e distrutti i dissuasori di traffico e i mezzi a motore possono accedere impunemente nell’area. Torre Castiglione è un sito prettamente carsico e pieno di cavità, dunque pericoloso, oltre che prezioso anche dal punto di vista della flora perché presenta il più alto indice di concentrazione di orchidee di tutto il Salento.

La documentazione fotografica di Legambiente

L’esposto è stato inoltrato al sindaco e al comando di polizia locale di Porto Cesareo, alle forze dell’ordine, alla capitaneria di porto e ai responsabili regionali e locali delle aree protette interessate.

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