Estorsione e usura al falegname, e finti incidenti: in 16 finiscono al banco degli imputati

E’ stata accolta la richiesta di rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell’inchiesta avviata in seguito alla denuncia dei soprusi che avrebbe subito un artigiano, tra il 2014 e il 2015. A luglio, il processo

LECCE - “Protezione” a pagamento e il coinvolgimento in finti incidenti per riscuotere il premio assicurativo. E’ quanto avrebbe subito un falegname, tra il 2014 e il 2015, da alcune delle sedici persone che oggi sono state rinviate a giudizio gup Edoardo D’Ambrosio che ha fissato per il 1° luglio la data di inizio del processo davanti ai giudici della seconda sezione penale.

In particolare, Damiano Caroppo, 51 anni, di Lecce, e Giovanni Cosma, 31 anni, di San Pietro Vernotico, sono accusati di aver chiesto un “pizzo” di 300 euro all’artigiano che, dopo quattro mesi, non riuscendo ad adempiere alla richiesta, si sarebbe visto portar via l’auto. Auto che sarebbe poi stata riciclata da Maurizio Murra, 52 anni, di Lecce. Non solo. I primi due avrebbero anche imposto al malcapitato tassi usurai nella restituzione di due prestiti (uno da 500 euro, l’altro da 300).

Dal banco degli imputati, Cosma risponderà anche di estorsione, perché avrebbe costretto la vittima a firmare un cid in cui attestava di essere alla guida del mezzo coinvolto in un sinistro, provocato appositamente, con Alessandro Marinelli, 45 anni, di Brindisi, per riscuotere il premio assicurativo. E, in un'altra occasione, sempre Cosma, con Renato Braga, 29 anni, di Brindisi, avrebbe imposto alla stessa vittima di causare un incidente col suo mezzo e sempre con l’obiettivo di ingannare l’assicurazione.

A Damiano Caroppo è inoltre contestata l'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, così come ai fratelli Sergio, di 49, e Massimo, di 48, e ai leccesi Giuliano Persano, 58 anni, Giuseppe Bolognese, 44 anni Giampaolo Pepe, 53, e Giovanni Persano, 37.

Risponderanno invece di truffa aggravata per il finto incidente che sarebbe stato organizzato da Damiano Caroppo: Enrico Gravili, 58 anni, di Novoli (nelle vesti di collaboratore occasionale della compagnia assicurativa); Manuela Petrachi, 45 anni, di Lequile (ritenuta finta testimone); Antonio Piccinno, 53, di Surbo, (perito). Favoreggiamento è invece l’accusa mossa a Gianfranco Rosario Pati, 59 anni, di Monteroni e Claudio Vetrugno, 49 anni, di Novoli, perché avrebbero mentito ai carabinieri riguardo all’attività abusiva finanziaria di Damiano Caroppo. A quest’ultimo e al fratello Sergio è inoltre attribuita dagli inquirenti la detenzione ai fini di spaccio di due chili di marijuana e di 21,5 grammi di cocaina.

Il falegname sarà parte civile al processo con l’avvocato Antonio Palumbo e con le compagnie assicurative Allianz spa e Generali spa, rappresentate dall’avvocato Silvio Caroli.

Sarà invece giudicato il 13 giugno con il rito abbreviato, Sergio Marti, 46enne di Lecce, accusato di truffa aggravata perché avrebbe testimoniato per un falso incidente.

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A difendere gli imputati, ci penseranno gli avvocati: Luigi Rella, Antonio Savoia, Pantaleo Cannoletta, Francesco Toto, Gianluca Licciardello, Daniela D’Amuri, Roberto Orsini, Benedetto Scippa, Maria Cristina Caracciolo, Giuseppe De Luca, Federico Mazzarella De Pascalis, Francesco Tobia Caputo, Antonio Terzi e Alessandra Viterbo.

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