Vortice Déjà-vu, estradato dall’Ungheria il capo clan della Scu fermato alla frontiera

Antonio Pellegrino, il 41enne di Squinzano ritenuto a capo del clan omonimo, è arrivato nella serata di ieri a Fiumicino, dove ad attenderlo ha trovato carabinieri del Ros e agenti della Polaria. E' stato fermato alla frontiera magiara lo scorso 25 maggio, ora è recluso nel carcere di Rebibbia

Il carcere di Rebibbia (RomaToday)

LECCE – E’ arrivato nella serata di ieri, all’aeroporto di Fiumicino, con un volo Alitalia proveniente da Budapest. Antonio Pellegrino, 41enne di Squinzano, ritenuto il capo del clan omonimo della cittadina,  appartenente alla frangia leccese della Sacra Corona Unita. E’ stato estradato dall’Ungheria a seguito delle accuse di tipo mafioso ed altri reati, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione in concorso con esponenti politici locali.

Già latitante, era stato arrestato lo scorso 25 maggio al posto di frontiera di Nagylak, nel Paese magiaro, mentre cercava di recarsi in Romania, nel corso di un’operazione congiunta della polizia ungherese, del Ros e del Servizio di cooperazione internazionale di polizia del ministero dell’Interno.img-20150525-wa0000-3-2-2

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Pellegrino era ricercato a partire dall’indagine “Vortice Deja-vu”, condotta dai militari dell’Arma del Ros, assieme ai colleghi del comando provinciale leccese nell’autunno scorso. Non appena espletate le formalità di ingresso dell’estradato in territorio italiano, i carabinieri e gli agenti della Polaria di Fiumicino hanno notificato al 41enne l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Lecce il 4 novembre 2014. Pellegrino è stato poi accompagnato presso il carcere di Rebibbia, a disposizione della Dda e del gip di Lecce. Pellegrino, peraltro, è stato di recente coinvolto anche in un altro blitz, questa volta condotto dalla guardia di finanza di Brindisi, denominato "White Butcher".

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