Cronaca

Evade per comprare sigarette: arresto convalidato, ma non finisce in carcere

Quella di Enea Petre, 34enne, rumeno, era stata un’evasione dagli arresti domiciliari un po’ singolare. I carabinieri, la mattina di venerdì scorso, l’avevano sorpreso a una trentina di metri dalla sua abitazione: era uscito per soddisfare un proprio vizio

LECCE – Arresto convalidato, ma non finisce in carcere. Quella di Enea Petre, 34enne, rumeno, era stata un’evasione dagli arresti domiciliari un po’ singolare. I carabinieri, la mattina di venerdì scorso, l’avevano sorpreso a una trentina di metri dalla sua abitazione.

Di strada non ne aveva fatta molto, insomma, e il motivo l’aveva spiegato egli stesso ai carabinieri che l’avevano notato per strada: era uscito solo perché rimasto senza sigarette. Già passare tempo ristretti fra quattro mura, non deve essere molto gratificante. Bisogna trascorrere il tempo in qualche modo e il vecchio vizio della “bionda” all’angolo della bocca è un buon viatico, per quanto poco salutare.  

A tutti gli effetti, però, quell’uscita dal portone pur per percorrere i metri che dividono casa dalla tabaccheria è equivalsa a un’evasione in piena regola e da questo punto di vista, il gip Giovanni Gallo, di fronte al quale s’è tenuta l’udienza di convalida, non ha avuto nulla da eccepire sull’operato dei militari.

Copia di 20141120_110353-3Tradito dal vizio, anche Petre si può dire una... vittima del tabagismo. L’arresto è stato convalidato, e tuttavia lo stesso giudice ha rigettato la richiesta del pm di inasprire la misura cautelare: aveva richiesto che fosse condotto in carcere.

Lo straniero era finito nei guai nel novembre del 2014. Gli investigatori della squadra mobile lo sorpresero con un suo connazionale a rubare di notte in una sala giochi di via Leuca, nel rione Castromediano, accusandolo di essere un componente di un gruppo specializzato nelle scorrerie di slot-machine. All’atto del fermo del 18 dicembre, gli mancavano cinque mesi ancora da scontare. Ora per questa vicenda dovrà affrontare un altro processo. L’uomo è difeso dagli avvocati Carlo Martina e Fabrizio Tommasi. 

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