Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Lizzanello

Evase e fu ritrovato con la pistola usata in un tentato omicidio: inflitti 4 anni

Emesso il verdetto per il 31enne che si era reso irreperibile dopo aver ottenuto una licenza premio dal carcere. Stando alle indagini, l’arma trovata nella sua disponibilità fu la stessa impiegata contro un 56enne, il 2 ottobre scorso, a Calimera

LIZZANELLO - Aveva ottenuto una licenza premio, grazie alla quale avrebbe potuto beneficiare della detenzione domiciliare, dal 22 giugno al 31 luglio del 2022. Ma Antonio Sebastian Dell’Anna, 31 anni di Merine di Lizzanello, in carcere sarebbe rientrato circa quattro mesi dopo, esattamente il 18 novembre, quando i carabinieri del nucleo investigativo lo rintracciarono su un’auto a Surbo, e gli trovarono addosso una calibro 7,65 nascosta nei pantaloni, con matricola abrasa e caricatore inserito con 8 cartucce. 
Per questa vicenda, il 31enne, oggi, è stato condannato a 4 anni di reclusione, più 3.300 euro di multa, (e assolto da capi d'accusa minori) dal giudice Marcello Rizzo, dinanzi al quale si è discusso il processo col rito abbreviato. Ma la partita più importante con la giustizia, l’imputato dovrà disputarla nell’ambito del procedimento in cui risponde di un’accusa ben più grave: quella del tentato omicidio di Giovanni Doria, di 56 anni, avvenuto, in via Basilicata, nei pressi di un bar, a Calimera, la sera del 2 ottobre scorso.
In seguito all’arresto, la consulenza tecnica e l’esame balistico avrebbero infatti accertato la perfetta coincidenza tra la pistola che era nella disponibilità di Dell’Anna e quella impiegata per commettere il delitto.
Non solo. Fondamentali a ricostruire l’accaduto, furono i filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza della zona, le intercettazioni, l’ascolto di alcuni testimoni e l’analisi dei tabulati telefonici.

Stando alle indagini, Dell’Anna avrebbe raggiunto il luogo in cui si trovava la vittima con un’auto, una Peugeot, condotta da un altro individuo (su cui sono in corso gli accertamenti degli inquirenti); sceso dal mezzo, avrebbe esploso quattro colpi di pistola, tre alla gamba sinistra e uno al basso ventre del malcapitato, per poi dileguarsi col veicolo.
La vittima riuscì a salvarsi per miracolo, ma gli è stata negata la possibilità di avere una vita normale: sottoposta a diversi interventi chirurgici, ora è ricoverata in una Rsa, poiché non è più autosufficiente a causa delle gravissime lesioni subite.
Secondo gli inquirenti, il delitto sarebbe stato compiuto dal 31enne, durante la sua latitanza, per motivi legati alla gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti. In merito a questa vicenda, è pendente la richiesta di essere giudicato col rito abbreviato, avanzata attraverso l’avvocata Chiara Fanigliulo. L’istanza sarà discussa il prossimo 3 luglio davanti al giudice Angelo Zizzari.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Evase e fu ritrovato con la pistola usata in un tentato omicidio: inflitti 4 anni
LeccePrima è in caricamento